Con la determinazione apparsa l’altro ieri all'albo pretorio, si sono conosciute le motivazioni della revoca della «garetta» per l'affidamento del servizio di attacchinaggio ed affissione in supporto all'Ufficio tributi del Comune di Trani.
Infatti, il dirigente della competente ripartizione, Grazia Marcucci, ha rilevato «discrasie tra la determinazione a contrarre ed il contenuto dello schema della lettera d'invito, che avrebbero potuto indurre in errore – spiega nel provvedimento di revoca in autotutela del bando – e, quindi, inficiare il buon esito della procedura».
Giacché la legge consente che «per sopravvenuti motivi di pubblico interesse, ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto, o nuova valutazione dell'interesse pubblico originario, il provvedimento amministrativo ad efficacia durevole può essere revocato da parte dell'organo che lo ha emanato, ovvero da altro organo previsto dalla legge», si è scelta la strada della revoca così da evitare ulteriori effetti.
Annullato, di conseguenza, l'impegno di spesa di 48mila euro sulla base del quale le cooperative invitate (almeno cinque) avrebbero dovuto presentare i loro preventivi al ribasso.
Di certo, il provvedimento revocato aveva destato non pochi malumori, soprattutto fra politica ed addetti ai lavori, trattandosi di un affidamento al di sotto della soglia di legge dei 50mila euro, di soli quattro mesi, per ritrovarsi poi, a gennaio, con il problema di emanare un nuovo bando e, nel frattempo, procedere a proroghe in favore di un aggiudicatario a tempo «molto» determinato.
Nel frattempo, come già riferito dalla gazzetta, il servizio è stato affidato il servizio in proroga, fino al 31 agosto, al gestore uscente, la cooperativa Un amico per Trani, al costo complessivo di 12mila euro, Iva inclusa.
