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Trani, salvate quella Torre. Foto-denuncia di Andrea Moselli da San Donato: «È divenuta ricettacolo di spazzatura. La nostra storia non può essere relegata al ricordo»

Non c'è solo la Cattedrale ad identificarci, non dimentichiamo la Torre dell'Orologio "di san Donato". Il monito proviene da Andrea Moselli, giovane appassionato di storia locale, sempre attento al territorio e allo stato di salute dei monumenti locali.

«Lo stemma più antico della città si trova impresso proprio su questa Torre ma forse pochi lo ricordano. Come testimonia una delle lastre infisse nella struttura - scrive Moselli -, l’Università di Trani decise di costruire la Torre con l’orologio pubblico nel 1473, affidandosi al Sindaco Spirito de Piccione, di lui rimane scolpito lo stemma un leone rampante. Una seconda lastra ricorda Gabriele Gentile, “amministratore integerrimo” risistemò la torre forse completando l’orologio».

Gentile è un esponente di spicco della borghesia del XV secolo. La torre, alta circa 25 metri, era la struttura più alta e dominava tutto il territorio sino a Castel del Monte e non poteva essere superata in altezza da nessuna costruzione. La si può ammirare persino dal porto. L’orologio aveva la funzione di regolare la vita in città, suonando alla maniera “francese o provenzale” scandendo prima i quarti d’ora e poi le ore. Non c'è un quadrante con le lancette, si tratta di un meccanismo interno ritenuto uno dei più antichi e rari del Regno di Napoli.

«Durante il fascismo fu restaurata nel 1931 (nel nono anno dell’era fascista) come riporta la targa commemorativa, purtroppo in quel periodo l’ingresso originale fu cambiato e la torre subì alcune modifiche. Nel 1995 la commissione prefettizia rendendosi conto dell’importanza del manufatto eseguì i lavori di restauro e per alcuni anni, grazie al contributo di un volontario, ha ripreso a funzionare. Oggi a distanza di venti anni dal ripristino, questa importante testimonianza si trova in completo degrado e rappresenta anche un pericolo per la collettività» scrive ancora Andrea Moselli.

Dalle foto inviateci, è possibile notare un accesso "libero" alla Torre abbandonata, ormai diventata un ricettacolo d’immondizia. «Pericolosissima in quanto la scalinata sembra pericolante e chiunque, magari un bambino con la voglia di esplorare, potrebbe cercare di salire con conseguenze che non voglio immaginare e che dobbiamo assolutamente prevenire. I “pesi” dell’orologio potrebbero cadere, alcuni come vediamo dalle foto sono per terra. Mentre in città si discute di temi relativamente importanti sotto il profilo storico-artistico, la nostra Storia quella vera strettamente collegata con l’Arte è in serio pericolo» ammonisce la guida.

«Oltre alla messa in sicurezza che presumo sarà fatta in poche ore per ovvi motivi, protocollerò una richiesta affinché chi di competenza si attivi per analizzare la situazione della Torre. La Torre dell’Orologio è un cardine della nostra storia è impensabile che prosegua nell'abbandono in cui versa da anni e che i suoi rintocchi, che hanno scandito per secoli la vita cittadina, siano relegati nel ricordo».


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