Non avrebbe voluto commentare, lo scrive sul proprio profilo Il Giullare, ma dopo la notizia pubblicata su questo sito in mattinata i "sonagli" gli frullavano in testa e non poteva esimersi dal dire qualcosa.
Lo fa in versi, come ci ha abituato da qualche tempo a questa parte, come vero giullare di corte, «per me non c'è tormento ad accettar qualsivoglia norma e regolamento, ma nel suo Regno molti sudditi urlano allo sdegno. Non posso fermare la mia lingua biforcuta davanti alla lettura dell'ennesima della di Lei, e dei suoi cavalieri, deliberazione arguta».
Per completezza d'informazione, ricordiamo i "termini" per poter beneficiare dei 10mila euro messi a disposizione: «Le manifestazioni devono essersi svolte nel periodo tra il 1mo luglio ed il 30 settembre 2014; conseguire la promozione del benessere sociale e collettivo; favorire l'inclusione sociale delle fasce deboli; privilegiare il coinvolgimento diretto dei concittadini».
«È senz'altro nobile che, mio Sire, abbiate messo a disposizione 10.000 denari
per chi promuova il benessere sociale, l'inclusione delle fasce deboli, il coinvolgimento dei cittadini in eventi vari, come è giusto ed equo non fare differenza tra un prima e dopo coinvolgendo quelle organizzazione che del lucro non fanno il proprio scopo» scrive "il Giullare".
Ma, subito, fa il punto della situazioni per "altri festival", «mio Sire, ricordo per chi memoria non aveva, che in un altro festival, nelle pubbliche piazze, con divanetti e ospiti nobili, ha offerto molti denari (credo 75.000 di cui 19.000 già dati) alla vicina Corte Sveva, anch'essa al pari di altre non fa del lucro il suo scopo ed è come altre, perchè qualche regola ancora vale, censita nel Registro delle Organizzazioni di Volontariato Regionale, dove si legge che svolge attività ricreative di carattere sociale! Dunque mio sire, il popolo è in fermento perchè tante altre organizzazioni di saltimbanchi e folli credono che questa sia una scelta fatta con poco (o troppo) ardimento! Mi sembra un pò troppo blando, regalare al suo piccolo regno, questo che lei definisce "bando". Che i suoi sudditi siano belli e brutti, mio Sire le regole devono essere uguali per tutti».
«Come sempre mi inchino con riverenza, a Lei e ai suoi cavalieri che ancora una volta siete per noi sudditi il segno della trasparenza!», la chiosa.
