I cittadini di Trani snobbano gli incentivi sull'amianto, ma quei soldi, probabilmente non saranno persi: il Comune dovrebbe investirli per bonificare una struttura di sua proprietà.
Di sicuro, è quanto meno imbarazzante il dato che viene dalla determinazione con la quale il dirigente dell'Area urbanistica dell'Ufficio tecnico, Michele Stasi, ha impegnato una somma di appena 4000 euro in favore degli aventi diritto ai contributi per la rimozione e smaltimento dei materiali contenenti amianto.
Infatti, soltanto quattro cittadini hanno risposto ad un bando, emanato dalla Regione Puglia, che prevedeva un contributo a fondo perduto in favore di coloro che volessero rimuovere o smaltire amianto dai propri immobili.
L'importo totale del progetto ammesso a finanziamento era di 84mila euro, di cui 60mila finanziati dalla Regione (pari al 70 per cento) e 24mila finanziati con fondi di bilancio comunale.
Il 26 novembre 2013 il Comune di Trani aveva pubblicato, a sua volta, il bando in favore di privati per la concessione di contributi. Si proponeva un contributo di 1000 euro per superfici da 0 a 50 metri quadrati, 1200 per superfici da 51 a 100 metri quadrati, 1400 per superfici oltre i 100 metri quadrati.
Al bando, però, hanno risposto soltanto quattro cittadini, i cui immobili da bonificare, evidentemente, rientrano tutti nella prima fascia, la più bassa. Di conseguenza, ben 80mila euro sono rimasti non erogati e questo perché, altrettanto palesemente, non soltanto non vi è stata una capillare informazione (quantunque questa testata abbia fatto la sua parte), ma, soprattutto, persiste la tendenza a smaltire l'amianto illecitamente dove capita, piuttosto che aspettare incentivi per rimuoverlo e trattarlo correttamente, come la legge prevede.
Adesso, quindi, l’obiettivo dell’assessore all’ambiente, Giuseppe De Simone, è che i soldi non tornino indietro. Difficile che la Regione Puglia riapra il bando, possibile che finanzi un intervento alternativo. Ecco perché il dirigente ha chiesto ufficialmente che i 60ila euro di finanziamento regionale, «a seguito di puntuale rendicontazione al dirigente del Servizio del ciclo dei rifiuti e bonifica della Regione Puglia, sia utilizzato integralmente per bonificare una struttura di proprietà comunale».
Resta quindi da verificare, adesso, quale sia il sito deputato ad ottenere questi fondi.
