La discarica di Trani si preparerebbe a cambiare volto in maniera sostanziale e, così facendo, si accelererebbero i tempi del suo ripristino, così da anticiparne la riapertura ed evitare che la nuova emergenza rifiuti in atto raggiunga livelli ancora più critici di quanto già non stia avvenendo dopo la momentanea chiusura di giovedì scorso.
Infatti, nell'incontro previsto in Regione mercoledì prossimo, l'amministratore unico di Amiu Trani, Antonello Ruggiero, ed il direttore della discarica, nonché dirigente dell'azienda, Michele Zecchillo, dovrebbero presentare il progetto di impermeabilizzazione dell’intera area di contrada Puro vecchio finora destinata all’esercizio, suddivisa in tre lotti.
L'obiettivo è isolare la zona, così che l'acqua piovana non si mischi con i rifiuti: per questo viene applicata una copertura impermeabilizzante, il «capping», così da sigillare tutti e tre i lotti in esercizio.
Per la verità, primo e secondo lotto erano già esauriti, ma la Regione Puglia, per favorirvi il conferimento dei rifiuti da diciotto comuni del su barese, pari a 400 tonnellate al giorno, aveva autorizzato lo smaltimento di nuovi volumi.
Il terzo lotto, invece, cui fanno riferimento i comuni del bacino nord barese, è ancora capiente, ma, adesso, si procederebbe alla prudenziale sigillatura anche qui e, in adiacenza, si lavorerebbe per aprire a tempo di record un quarto e nuovo lotto.
Nel frattempo, si lavorerà sulla falla apertasi nel pozzo del percolato che ha ceduto e causato la sospensione dell’attività, disposta dalla Regione. In ogni caso, appena i valori di campionamenti e relative analisi torneranno entro i limiti di legge, la discarica riaprirebbe entro i trenta giorni che ci si è dati nelle condizioni di totale sicurezza.
Intanto, non mancano i problemi per i Comuni del bacino Bari 1 che stanno conferendo all’Amiu di Bari, dove si lavora anche di notte per fare fronte alla mole suppletiva di rifiuti da trattare di cui ci si è fatti carico.
Problemi minori per Trani e Barletta, che si stanno rivolgendo alla Daneco di Giovinazzo, dove i rifiuti vengono biostabilizzati e restituiti per lo smaltimento alla discarica di Andria, nell’attesa che riapra Trani.
Tale processo, peraltro, da tempo era stato già pianificato, nell’ambito dell’accordo di programma fra Regione e soggetti interessati, per il superamento delle reiterate emergenze e relative ordinanze del governatore Vendola. Tutto questo nell'attesa che il bacino di Trani si doti di un impianto di biostabilizzazione autonomo, da realizzarsi sempre presso la discarica dell’Amiu.
Altri problemi riguardano i costi di conferimento delle frazioni di rifiuti che, fino alla scorsa settimana, giungevano con a Trani e, adesso, si dirottano negli impianti di trattamento e stoccaggio di rifiuti speciali disponibili sul territorio regionale. Infatti, le nuove destinazioni hanno costi superiori rispetto ai 45 euro per tonnellata che si riconoscevano a Trani come prezzo calmierato: si cerca di mediare, ma non è per nulla semplice.

