Troppi casi di tumori e tanti morti per cancro. Il campanello di allarme arriva da Andria, attraverso l'associazione Io Ci sono, ma la situazione a Trani non è delle migliori. «Forse siamo condizionati dal fatto di aver perso in pochissimi giorni di distanza l’una dall’altra due persone straordinarie, giovani concittadini che hanno visto interrompersi un percorso di vita le cui aspettative erano elevatissime» scrivono, «ma la situazione ci pare grave per tutti e forse dovremmo occuparcene di più perchè riguarda le nostre vite e quelle dei nostri cari».
«Mentre si continuano a contare i casi di tumori e di cancro presenti ormai in ogni famiglia, le notizie continuano a parlarci di un territorio che dal punto di vista ambientale risulta essere fortemente contaminato. Come la notizia della discarica che avrebbe continuato ad inquinare la falda e che ciò quindi sarebbe di fatto avvenuto anche in periodi precedenti così come, periodicamente ma sempre in modo forse sottodimensionato, si ripropone l’inquinamento prodotto dal canale Ciappetta-Camaggio lungo l’intero suo percorso che attraversa i campi ove si producono ortaggi, verdure ed altre produzioni agricole locali».
«I depuratori, ripetutamente, manifestano problemi relativi alla loro efficienza e funzionalità così come anche i dati sulla qualità dell’aria sono saltuari e non sempre verificati con i metodi di protocollo senza parlare dell’enorme e diffusa contaminazione derivante da una situazione relativa ai rifiuti solidi urbani i quali vengono in grandi quantità abbandonati in modo improprio e i cumuli esistenti nelle nostre campagne e lungo le strade urbane ed extraurbane ne sono la più lampante dimostrazione».
I sono di "Io Ci Sono" si chiedono poi: «Che prodotti mangiamo? Qual è la loro provenienza? Come vengono irrorati, conservati, contaminati, arricchiti di conservanti, coloranti ed altri agenti sofisticati? Come vengono controllati? Se solo cercassimo, insieme, una risposta a queste domande siamo certi che avremmo fatto un’azione preventiva importante ma chi controlla? Con quali strumenti? Con quale certezza di intervento anche su prodotti provenienti da altre parti e zone d’Italia e del mondo? I nostri fondi agricoli quali segreti nascondono? Quali sostanze hanno impropriamente ricevuto nel corso dei decenni?».
In chiusura, stando a dati diffusi da EcoWay, società che aiuta le aziende a ridurre le emissioni tramite l’utilizzo di tecnologie ecosostenibili, risulta che la Puglia è la Regione che conserva il record di emissioni di CO2 pari al 19,5% del totale nazionale.
«Anche noi viviamo in Puglia, o no?» chiosa l'associazione.
