Botta e risposta fra il capogruppo regionale di Sel, Michele Losappio, e l'amministratore unico di Amiu, Antonello Ruggiero. Il primo sta moltiplicando le uscite pubbliche sul caso discarica, il secondo gli replica lamentando il suo precedente silenzio.
«L’accordo che, con il consenso dell’AMIU di Trani, avevano sottoscritto gli Organi di Gestione degli ATO di Bari e della BAT - scrive Losappio - prevedeva il pagamento a favore dell’AMIU di 48 euro a tonnellata giornaliera di rifiuti depositati nella discarica. Trattandosi mediamente –per i rifiuti di Bari- di circa 400 tonnellate al giorno, le entrate della municipalizzata di Trani erano di quasi 600.000 euro al mese che avrebbero potuto garantire una corretta gestione dell’impianto ed altri e numerosi benefici, come l’intensificazione della raccolta differenziata a Trani e una riduzione della TASI. Oggi, a seguito del blocco dei conferimenti conseguenti alla possibile lacerazione della impermeabilizzazione, tutti i rifiuti, compresi quelli di Trani, vengono portati alle discariche private per rifiuti speciali con un costo di 70 euro a tonnellata (dopo una trattativa che era partita da 90 euro) e per soli 5 giorni la settimana. Questo vuol dire - sostiene Losappio - che non solo l’AMIU non riceve più il pagamento degli altri Comuni, ma che la stessa deve pagare ai privati per quelli della città. Non si incassa e si paga. In una qualsiasi impresa un amministratore che per insipienza e/o incuria rinuncia ad una entrata e la sostituisce con una spesa non viene certo premiato, semmai sostituito. E per il Comune di Trani?».
Ruggiero risponde piccato: «Losappio chi? Mai sentito, né visto alle conferenze alle conferenze dei servizi o in discarica negli ultimi due anni e mezzo. Oggi, però, spunta dal nulla e si preoccupa anche dei conteggi dei ricavi dell’Amiu, ma non dei costi. Sarebbe da proporre a Renzi quale impeccabile ministro delle finanze».
Intanto, la dettagliata relazione degli interventi da compiersi, ma anche la cronistoria dei recenti avvenimenti, tra contestazioni dell’Arpa e controdeduzioni dell’Amiu, compongono un dossier di quindici pagine che l'Amiu ha trasmesso, anche, a Procura della Repubblica di Trani e Carabinieri del Noe: «Siamo un’azienda pubblica e non abbiamo nulla da nascondere – dichiara Ruggiero -. Si sta parlando troppo e, pertanto, adesso l’unica verità l’accerterà l’autorità giudiziaria e, se qualcuno ha sbagliato, è giusto che paghi».
