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Contribuenti di Trani, tenetevi forte: arriva anche la Tasi. Prima rata il 30 settembre, saldo il 16 dicembre

Sono i giorni del gran caos per quanto riguarda i tributi locali. Se ne parla soltanto adesso perché, nelle cassette postali dei cittadini di Trani, sono arrivati alla spicciolata gli avvisi di pagamento del nuovo tributo sullo smaltimento dei rifiuti, la Tari.

Eppure, ce ne eravamo occupata in tempi non sospetti, circa il suo avvento, insieme con quello di un altro nuovo tributo determinato dal legislatore, la Tasi, che riguarda invece le tasse da pagare sulle proprietà immobiliari.

Entrambe, per la cronaca, fanno parte, insieme la confermata Imu, del pacchetto denominato Iuc (Imposta unica comunale), il cui regolamento è stato approvato (di fatto senza discussione per la permanenza della minoranza fuori dell’aula) nel corso del consiglio comunale sul bilancio dello scorso 31 luglio, preliminarmente all’istituzione delle rispettive tariffe ed aliquote.

La Tasi è destinata alla copertura di parte dei costi dei servizi erogati dai Comuni. A Trani si è deliberato che questo tributo porti nelle casse del Comune, per il 2014,  un gettito complessivo di 1.941.737 euro, stabilendo in 23.099.000 euro i costi dei servizi indivisibili, alla cui copertura è finalizzato il gettito dell’imposta.

L'aliquota base prevista è l’1 per mille, se ne può deliberare anche la riduzione o azzeramento, ma, a Trani s’è scelto di applicare l’aliquota massima prevista, pari al 2,5 per mille.

Dovranno pagare la Tasi i possessori di abitazione principale, e relative pertinenze, nonché i proprietari di unità immobiliari assimilate ad abitazione principale. Sono esenti, invece gli altri immobili.

Nel corso della discussione in consiglio comunale si è proposto invano un emendamento attraverso il quale ridurre l'aliquota dal 2,5 al 1,5 per mille. In questo modo, secondo i calcoli dei proponenti della minoranza (in particolare i consiglieri Corrado e De Laurentiis), si sarebbero risparmiati complessivamente circa 600.000 euro, che non si sarebbero tolti dalle tasche dei cittadini.

Diverso, però, è stato il ragionamento che ha indotto la maggioranza a respingere la proposta. Il dirigente del settore finanziario, Grazia Marcucci, ha provato a spiegare che «la Tasi, entrando in vigore quest'anno, rende impossibile rendicontare un costo che è di quest'anno, per cui si è fatta una previsione di copertura dei costi e non una stima. Peraltro, il legislatore ha istituito questa tassa affermando che è indivisibile e, nel contempo, ha detto che copre tutta una serie di servizi: però, se è indivisibile, non si può quantificare, quindi s’è dovuta interpretare la norma, e così è stato fatto».

Ma alla minoranza i conti non tornano. «L'istituzione dell’aliquota massima fa sì che il cittadino venga a dir poco beffato: avere ridotto Irpef dell’1 per mille – spiega De Laurentis - significa che, su un reddito medio di 15000 euro, si risparmiano 15 euro, ma, dall'altra parte, applicando il 2,5 per mille sull'immobile di proprietà, vengono prelevati 250 euro. Quindi ti restituiscono 15 euro, ma te ne tolgono 250, e questa cosa è assolutamente inaccettabile».

Ciononostante, la maggioranza ha approvato il provvedimento con 17 voti favorevoli e 10 contrari e, a questo punto, inizia il conto alla rovescia verso le due scadenze della Tasi per l'anno 2014: la prima rata si dovrà pagare entro il 30 settembre, con un versamento pari al 50 per cento dell'importo dovuto a titolo di acconto; la seconda entro il 16 dicembre, con il versamento del saldo. 


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