L’aliquota Tasi di Trani è a metà strada fra Andria e Barletta, ma la contiguità è decisamente verso Eraclio, piuttosto che in direzione Castel del monte. Le amministrazioni Riserbato e Cascella, infatti, hanno approvato entrambe l’aliquota massima del 2,5 per mille, ma Barletta ha aggiunto anche la coda dello 0,8 addizionale, quella prevista dalla legge per finanziare le detrazioni.
Ad Andria, invece, la compagine del sindaco Giorgino ha scelto l’aliquota minima dell’1 per mille, con un’azione di coraggio tributario che la pone ai vertici italiani fra i capoluoghi di provincia.
Secondo quanto riferisce Repubblica, «per sette famiglie su dieci, la Tasi sarà più cara dell’Imu. Un'aliquota media del 2,46 per mille per la Tasi ci dice che la nuova tassa sulla casa è ai massimi in molti comuni. E che il confronto finale con l'Imu del 2012 riserverà parecchie sorprese, in negativo. Nelle 69 città capoluogo che hanno sin qui già pubblicato le aliquote, parecchie hanno spinto la nuova tassa sulla prima casa non solo al tetto massimo del 2,5 per mille, ma le hanno annesso pure lo 0,8 aggiuntivo per le detrazioni. Bologna, Firenze, Genova, Napoli, Torino, Venezia, Bari, Catania sono al 3,3 per mille (somma di 2,5 e 0,8). Il massimo del massimo. Con tutta evidenza, una scelta obbligata di quei sindaci per preservare almeno parte del gettito che l'Imu assicurava loro con un'aliquota dal 4 per mille in su. Anche Roma e Milano non sono da meno, con la Tasi al 2,5 per mille. Il punto è che la nuova tassa sul mattone si distribuisce in modo diverso dalla vecchia. Se la torta è la stessa (il gettito), ora versano di più gli immobili con rendite catastali medio-basse, le famiglie con figli, le città che prima avevano un'Imu bassa».

