«L’Amiu non è di chi oggi amministra la città , ma di tutti i cittadini tranesi e quindi credo sia opportuno che ognuno si adoperi perché questa azienda possa funzionare per lo scopo per cui nacque. Verranno comunque acclarate le responsabilità di ogni tipo per l’emergenza in atto, ma nell’immediato bisogna porre in essere interventi indifferibili.
Io vorrei, nella qualità di cittadino tranese, porre delle questioni e cercare di dare dei suggerimenti che spero che vengano accolte da chi oggi ha le responsabilità amministrative.
Preliminarmente è necessaria una ricognizione degli impianti e delle autorizzazioni con particolare riferimento alla discarica e alla ricicleria; quest'ultima fu inaugurata qualche anno fa, ma di fatto mai entrata in funzione e a questo punto sarebbe lecito se sia ancora attuale dal punto di vista tecnologico e della funzionalità nel ciclo dei rifiuti.
E’ indispensabile un serio piano di investimenti finalizzato a superare le criticità della Regione per integrare a monte degli impianti per il trattamento dei rifiuti (compostaggio, biostabilizzazione) e ridurre la frazione che finisce in discarica.
Riorganizzazione del servizio di raccolta rifiuti su tutto il territorio comunale e ridefinizione dei costi e delle tariffe (Tari) per i cittadini. Riorganizzazione degli uffici della società con introduzione di nuove risorse professionali sia per quanto riguarda la conduzione degli impianti sia per il controllo della qualità dei servizi di pulizia ed efficienza delle squadre di raccolta.
Regolamentazione dei servizi territoriali, prima di sola competenza del Comune, ora dell’Aro in modo da garantire risorse per la forza lavoro attualmente presente in Amiu; utilizzo del personale Amiu presente in discarica (visto che attualmente è chiusa), in città.
I costi di ripristino dell’attuale situazione di emergenza sono in realtà ribaltati per l’intero sul Comune di Trani sicché si potrebbe anche pensare ad una contabilità separata per individuare l’esatto ammontare del costo per poi ripartirlo tra i Comuni che conferiscono.
Ed infine per reperire risorse, che garantiscano copertura per gli investimenti, è indispensabile l’aggiornamento della tariffa di conferimento ferma al 2012 e che attualmente è la più bassa in Puglia».
Fabrizio Ferrante
