Il problema del sovraffollamento dei bus di linea extraurbani si è riproposto in maniera quasi drammatica l'altra mattina ad Andria, dove è stato necessario l'intervento delle forze dell'ordine per evitare il blocco del servizio di trasporto pubblico esercitato dalla Società provinciale trasporti.
Infatti, alcuni studenti, in regolare possesso del titolo di viaggio, dopo avere preso atto di non poter salire a bordo del bus perché già sovraffollato di viaggiatori, avevano bloccato la strada impedendo che il veicolo ripartisse.
Risolta l’emergenza, resta il problema strutturale: la Stp ha pronta da tempo una soluzione, ma non può attuarla perché non le giungono le risposte attese. Il presidente della società, Roberto Gargiuolo, chiarisce le cause del disservizio: «La Stp esercita il trasporto pubblico sulla base di un contratto di servizio che prevede, a fronte di un corrispettivo contrattuale, un certo numero di corse in transito dal Comune di Andria negli orari scolastici. Tale contratto è totalmente rispettato dalla Stp, ma, considerato il notevole numero di utenza scolastica sullo specifico bacino di Andria (come anche a Bisceglie, Molfetta e Bitonto), sarebbe necessaria una distribuzione omogenea degli studenti nelle varie corse. Invece, accade che i ragazzi preferiscano attendere le ultime corse, che risultano essere poi sovraffollate».
Premesso che i mezzi utilizzati per il trasporto pubblico di linea «sono regolarmente autorizzati al trasporto di un determinato numero di utenti in piedi – chiarisce Gargiuolo, dal un minimo di 21 ad un massimo di 29 per le tratte fino a 30 chilometri», la Stp fa sapere che, sin dall'anno scolastico 2012-2013, ha provveduto ad integrare il numero di corse nei bacino di maggiore criticità, ma che «siamo in attesa che la Provincia di Bari modifichi il programma di esercizio vigente, attraverso una compensazione chilometrica interna che – spiega Gargiuolo -, sopprimendo alcune corse a scarsa utenza, consenta l'implementazione di nuove, specialmente nel periodo scolastico. Tale proposta non ha mai ricevuto formale autorizzazione e, pertanto, la società può solo procedere, come ogni anno, nel corso del mese successivo a quello di inizio anno scolastico, ad un assestamento degli orari in funzione della maturata distribuzione geografica degli utenti».

