Tra fitti attivi spesso non riscossi, o probabilmente incassati in misura minore rispetto a quanto dovuto, e fitti passivi regolarmente – e talvolta profumatamente - pagati ai proprietari di immobili locati al Comune di Trani, il municipio paga anche spese di condominio per immobili nei quali non è per nulla presente. Anzi, paradossalmente gli stessi sono occupati da abusivi.
Nel primo caso, fra le altre, sono da menzionare le spese sostenute per i costi condominiali del locale sito in via Don Nicola Ragno, al piano terreno, una volta sede dell'ufficio postale decentrato e, adesso, tuttora sotto sequestro giudiziario.
Nell'attesa di una sua destinazione, l'immobile nel recente passato in predicato di diventare sede periferica della Polizia locale, in numerose occasioni è passato agli onori della cronaca – si fa per dire - per la fuoriuscita di blatte dalle saracinesche, giacché la rete fognante all'interno del locale è particolarmente degradata.
Ma il caso più clamoroso è quello che riguarda palazzo Vischi e, segnatamente, l'unità immobiliare di proprietà comunale sita al primo piano dell’immobile ubicato in piazza Campo dei Longobardi, al civico 35.
Si tratta dell’ex sede della biblioteca comunale, in parte chiusa e murata (con dentro ancora libri che non sono mai stati trasferiti alla nuova sede, anche perché ritenuti non di rilevante importanza), in parte occupata da abusivi.
Ebbene, non soltanto il Comune di Trani è costretto a tenere in casa sua, senza poter fare pressoché nulla, gente che è entrata a suo tempo nell'immobile fissandovi la sua dimora, ma, nel frattempo, deve sostenerne le spese condominiali, riconoscendo all'amministratore del palazzo il pagamento di una somma di 4183 euro (come da recente determinazione del dirigente facente funzioni dell’Area lavori pubblici, Michele Stasi) per un periodo compreso tra febbraio 2011 ed aprile 2014.
Si tratta, più nel dettaglio, dei seguenti costi: un residuo di spese, del 2011, di 5,68 euro; un riparto consuntivo, dal 1mo febbraio 2011 al 31 agosto 2012, di 1803 euro; un riparto, dal 1mo settembre 2012 al 31 dicembre 2013, di 1923 euro le quote mensili del 2014, da gennaio ad aprile, tutte di 113 euro.
A fronte di queste spese, dunque, il Comune è costretto semplicemente a pagare, anche per evitare azioni di carattere ingiuntivo da parte dell'amministratore condominiale, ma, certamente, fa specie che la collettività debba sobbarcarsi costi condominiali in parte dovuti, in parte accresciuti, e forse anche di molto, a causa di consumi sostenuti da cittadini abusivi.
Sarebbe il caso, a maggior ragione, che l’amministrazione comunale faccia chiarezza e tagli i rami secchi, soprattutto quando, approvando il piano delle alienazioni immobiliari, ipotizza futuri scenari per immobili comunali che invece, sistematicamente, restano nello stato in cui si trovano.
Non ultimo, il mai completato mercato ortofrutticolo, anch’esso abitato da abusivi nell'attesa, come da recente atto di indirizzo della giunta, che qualcuno manifesti interesse a rilevarlo in un ipotetico bando per l'effettiva destinazione per cui era stato costruito.

