Nelle battute finali dell'udienza preliminare del procedimento in corso a Trani nei confronti dell'agenzia di rating Standard & Poor's il pm ha ribadito la richiesta di rinvio a giudizio per i cinque analisti S&P e per la stessa società, imputata come persona giuridica.
È quanto hanno detto fonti giudiziarie aggiungendo che, secondo il pm, alla base delle revisioni al ribasso nel rating dell'Italia a cavallo del 2011 ci fu "la volontà da parte degli analisti di declassare l'Italia e il sistema bancario italiano" in assenza di dati oggettivi per farlo.
"Come abbiamo detto in molte occasioni, riteniamo che le accuse riportate siano prive di ogni fondamento e non supportate da alcuna prova - si legge in una nota diffusa da S&P -. Continueremo a difendere strenuamente le nostre azioni e la reputazione della società e delle nostre persone".
Già nel 2012 la procura pugliese aveva chiesto il processo per gli analisti S&P Eileen Zhang, Frank Gill, Moritz Kraemer, il responsabile per l'Europa Yeann Le Pallec e l'ex presidente Deven Sharma.
La difesa dell'agenzia ha sempre definito le accuse dei pm di Trani prive di fondamento e oggi, nel ribadirlo, l'avvocato Guido Alleva ha detto che "tutto quello che S&P aveva scritto nei report e negli atti poi si è verificato".
Nelle prossime udienze sarà la volta delle parti civili e delle difese e il 28 ottobre il gup della città pugliese sarà chiamato a esprimersi sulla richiesta di rinvio a giudizio. Lo stesso giorno riprenderà anche il procedimento nei confronti di Fitch.
S&P è accusata di manipolazione del mercato per i downgrade dell'Italia degli scorsi anni. L'inchiesta - che in primo momento ha visto coinvolte anche Moody's (per cui poi i pm avevano chiesto l'archiviazione) e Fitch - ha cercato di far luce su oscillazioni di borsa ritenute anomale tra il 2010 e il 2012, prendendo il via da un esposto di Adusbef e Federconsumatori.
(fonte Reuters)

