«Ci siamo resi conto che a scuola non si poteva più andare regolarmente. Troppi disagi sia per noi, sia per i docenti, sia per il personale». Così Pasquale Ferrante, parlando, insieme con Enrico Scoccimarro, a nome dei circa 750 alunni del Liceo classico, pedagogico e linguistico “Francesco de Sanctis”, che ieri hanno scioperato compatti per manifestare il loro dissenso alla scelta, peraltro obbligata, dei doppi turni alla luce della grave carenza d’aule in cui la scuola si ritrova.
Come è noto, il dirigente scolastico, Luigi Piazzolla, ha disposto che per questa settimana gli alunni del trienni frequentino la scuola al mattino e quelli del biennio al pomeriggio. La settimana prossima ci si scambierebbero gli orari, fino a quando non terminino i lavori in corso in quattro aule presso il De Sanctis e, nel frattempo, giunga la sistemazione del primo piano del plesso delle suore Ventura, in via Stendardi, in una cui parte ha sede l’Istituto d’istruzione secondaria superiore “Cosmai”, settore audiovisivi.
Intanto, però, lo sciopero è partito e non solo dovrebbe proseguire ad oltranza, ma entro tre giorni, potrebbe anche sfociare nell’occupazione della scuola: «Abbiamo raccolto 150 firme dei genitori – fa sapere Ferrante -, che certificano l’oggettivo disagio delle famiglie. Certo, i doppi turni sono certo riconosciuti per legge, ma la Costituzione dispone il diritto ad uno studio sereno che non ci viene dato, in quanto siamo costretti a venire a scuola il pomeriggio ed a fare lezione in ambienti non idonei, tenendo anche conto delle ataviche carenze di questa scuola, dagli infissi obsoleti alle scale antincendio mancanti, passando per le barriere architettoniche».
Gli stessi ragazzi, però, un’alternativa la propongono: «Abbiamo accanto a noi – dice Scoccimarro - dei locali, presso l'immobile Verdemare, ancora non utilizzati dalla stessa provincia di Barletta Andria Trani, da cui la nostra scuola dipende. Ci risulta che vengono usati come magazzini, e questa cosa per noi è sconvolgente. Non abbiamo una succursale, non abbiamo aule, ma, in compenso al Liceo classico e al pedagogico si è unito anche il linguistico, con l'inevitabile conseguenza dell'aumento delle classi senza avere i locali a disposizione».
Fra le soluzioni prospettate dalla dirigenza scolastica, «le quattro aule che si renderebbero disponibili qui alla fine dei lavori – secondo Scoccimarro - non risolverebbero tutti i problemi, perché ce ne mancherebbero altre tre e, pertanto, dovremo ricavarle in qualche buco rimasto. Tuttavia, per via Stendardi, abbiamo timore che serva molto tempo e, francamente, sacrificarsi tutto questo tempo con i doppi turni ci sembra fuori luogo».
Ferrante chiede «un tavolo urgente con le autorità amministrative per trovare la soluzione migliore, puntando soprattutto sui locali qui a fianco presso l'immobile Verdemare, con i quali probabilmente riusciremo per quest'anno a risolvere il problema. Via Stendardi potremmo anche accettarla, ma solo a condizione che ci venga messa subito a disposizione»









