«Dagli uffici della Regione Puglia mi hanno riferito che il mandato di pagamento per Trani è già in banca: speriamo che gli aventi diritto possano presto riscuotere». Così il capogruppo del Pd, Mimmo De Laurentis, rompendo il perdurante silenzio sul «fitto casa», vale a dire il contributo che rimborserà in parte i canoni versati nel 2012 ai proprietari degli appartamenti da loro condotti in locazione.
Da Bari ancora non ci sono notizie precise circa una data di pagamento, quantunque Mimmo De Laurentiis avesse già fatto sapere che dagli uffici preposti si erano diramate direttive che avrebbero previsto una priorità proprio per le città capoluogo di provincia.
Ciononostante, l'attesa si prolunga ed il Comune di Trani, come è noto, non è in grado di anticipare in alcun modo le somme, o una parte delle stesse, destinate agli oltre 1400 cittadini aventi diritto al rimborso.
Peraltro, nel momento in cui ci saranno materialmente i fondi disponibili, anche la tesoreria comunale avrà bisogno di almeno cinque giorni lavorativi prima di rendere gli sportelli dedicati disponibili all'utenza, che sarà suddivisa per le iniziali del cognome.
Tutto questo accresce la tensione, ma anche lo stato di bisogno. E non è un caso che, proprio negli ultimi giorni, quasi in un naturale rapporto di causa-effetto, si siano moltiplicate le determinazioni dirigenziali con cui vengono assegnati sussidi in favore di famiglie in stato di disagio sociale ed economico. In molti casi si tratta di nuclei familiari perfettamente sovrapponibili a quelli in attesa del fitto casa.
Il 16 settembre sono stati assegnati complessivi 5350 euro in favore di 20 diversi nuclei familiari che hanno dimostrato all’Ufficio servizi sociali di non essere in grado di affrontare una serie di problemi vari.
Un altro provvedimento, pubblicato nella stessa data, assegna 1200 euro, da dividersi fra due nuclei i cui capifamiglia ci sono rivolti ai servizi sociali per un aiuto economico per il pagamento di canoni di locazione in presenza di sfratto.
Ancora nella stessa data, altri 4000 euro sono stati erogati a beneficio di 17 nuclei familiari che si sono rivolti agli stessi sportelli comunali per i già richiamati «problemi vari» e non meglio precisati.
Il 17 settembre un nuovo provvedimento del dirigente ha assegnato 4600 euro, da ripartire fra 20 nuclei familiari.
Nel complesso, circa 15mila euro divisi fra 60 famiglie. E si tratta soltanto degli ultimi casi in cui la quinta ripartizione pone mano ad interventi urgenti in favore di famiglie in stato di disagio sociale dichiarato.
Ancora una volta, purtroppo, non si riesce a trovare un rimedio strutturale a questi problemi, che alimentano la presenza, nei locali del palazzo di città, di persone in costante attesa di notizie e, ovviamente, provvedimenti in loro favore per la liquidazione di fondi utili a sbarcare il lunario.
E non si può dimenticare, peraltro, la costante richiesta di lavoro da parte di soggetti legati alle cooperative sociali di tipo B, anch’essi costantemente alla ricerca di affidamenti di servizi da parte dell'Ufficio tecnico.
Negli ultimi mesi, addirittura, la gara per l’attacchinaggio è stata prima bandita e poi ritirata, mentre quella per la pulizia delle caditoie non aggiudicata. Nel frattempo, la Digos di Bari ha acquisito documentazioni su recenti affidamenti e, tutto questo, sta alimentando un clima di tensione che certamente non aiuta questi cittadini e, spesso, finisce addirittura per scatenare una guerra tra poveri, mettendo contro tra loro cooperative per il semplice motivo che alcune lavorerebbero più delle altre.
