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Dalla discarica sospesa al termovalorizzatore dissotterrato: a Trani i comitati sono già sul piede di guerra

Sono bastati il caso della cementeria di Barletta e le collegabili dichiarazioni del sindaco di Trani a favore di un termovalorizzatore in città, a maggior ragione oggi che la discarica vive momenti complicati, per innescare un’immediata, nuova battaglia mediatica sulla questione della gestione del ciclo dei rifiuti.

I comitati Rifiuti zero, Bene comune e Grilli di Trani, a stretto giro di posta dopo la comparsa delle prime dichiarazioni in rete, hanno subito dissotterrato l’ascia di guerra ed annunciato imminenti discese in piazza per informare e sensibilizzare la città sul punto ed ottenere pubblici chiarimenti dagli organi di governo. «Il sindaco – esordisce Anna Rossi, per Rifiuti zero – non può continuare a trattare la vicenda relativa alla discarica come fosse un problema di ordinaria amministrazione. Dall’analisi del carteggio intercorso tra Amiu e Arpa emerge il mancato rispetto di una serie di obblighi, la copertura dei lotti esauriti, l’adeguato posizionamento del trito vagliatore, la pavimentazione di strade e piazzali per favorire il deflusso delle acque meteoriche ed evitare che incrementassero la produzione di percolato, l’analisi di tutti gli otto pozzi presenti in discarica».

Secondo Teresa De Vito, responsabile di Bene comune, «alla luce della temporanea sospensione del conferimento dei rifiuti nella discarica comunale di Trani, disposta dalla Regione a causa del rilevamento di perdite di percolato, i cittadini hanno diritto di conoscere le reali conseguenze di quanto accaduto. In primis, se vi sia stata dispersione in falda di sostanze inquinanti, le quali potrebbero entrare nella catena alimentare, determinando un nocumento enorme in termini sanitari.

A tutto, però, il sindaco risponde prospettando la soluzione peggiore, ossia quella del termovalorizzatore (che altro non è che un modo elegante per chiamare l’inceneritore), tirando fuori dal cilindro ciò che evidentemente aveva a cuore e che, invece, ha sottaciuto in campagna elettorale, quando invece dichiarava di volere la raccolta porta a porta, illudendo i cittadini con prospettive ambientali puntualmente disattese. E non possiamo neanche accettare che si faccia leva sul ricatto occupazionale agitato nei confronti dei dipendenti della discarica, che, se si deciderà di avviare il percorso “Rifiuti zero”, avranno possibilità di essere reimpiegati nella raccolta porta a porta, estesa a tutta la città, ed in tutte quelle attività che gravitano attorno al mondo del riciclo, riduzione e riuso, tutte sostenibili e rispettose dell’ambiente e della salute, a differenza di inceneritori e discariche, la cui nocività è ormai da tempo accertata».

Antonella Papagni, portavoce nel documento dei Grilli di Trani, fa sapere che «a questo ulteriore scempio, in danno della salute dei cittadini, noi ci opporremo con tutte le nostre forze. Chiediamo, quindi, che il sindaco, l’assessore all’ambiente, il direttore tecnico e l’amministratore unico dell’Amiu si assumano le responsabilità dell’accaduto e che la Procura della Repubblica indaghi sulle responsabilità individuali, ciascuno per il proprio ruolo istituzionale. Riteniamo che non sia più tollerabile questo silenzio e pretendiamo delle risposte. Per questo, a breve, scenderemo in piazza. Perché non si scherza con la salute dei nostri figli e di noi tutti cittadini».

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