Un autentico trionfo per la Fanfara della Polizia di Stato, che si è esibita sabato sera, in piazza Libertà, in occasione della conclusione della festa dei Santi Medici, Cosma e Damiano, e, soprattutto, per ricordare Rino Lafiandra giovane poliziotto tranese venuto a mancare, all'età di 33 anni, per un male incurabile.
A distanza di undici anni da quel triste giorno, la famiglia Lafiandra ha voluto, ancora una volta, condividere con la città un momento di aggregazione nel nome della musica e dell’armonia, grazie all’impeccabile esecuzione del programma proposto «da quella che sarebbe riduttivo definire fanfara, e che a tutti gli effetti è un’orchestra», ha opportunamente riconosciuto il questore di Bari, Antonio De Iesu, presente all'evento insieme con il sindaco, Luigi Riserbato, e molte altre autorità religiose, militari e civili, oltre ad un pubblico numeroso, qualificato e partecipe, che non ha mai lasciato la piazza gustandosi la successione dei brani proposti, fra i quali, anche un midley degli Abba ed un altro di Glenn Miller, fra marce, swing e jazz e prima di approdare al trionfante atto finale dell'Aida di Verdi.
E non sono mancate le sorprese, a cominciare dall’esecuzione del «Nicolas band», l'inno al patrono di Trani, San Nicola Pellgrino, che è diventato anche inno ufficiale della città, scritto vent'anni fa da Padre Giovanni Maria Rossi. Ed ancora, un omaggio alla squadra del cuore di Rino Lafiandra, nonché alla nostra capitale, attraverso l'esecuzione di «Roma capoccia», di Antonello Venditti.
Finale d'obbligo con la marcia d'ordinanza della Polizia di Stato, «Giocondità», e l'inno nazionale di Goffredo Mameli, cantato all'unisono anche dalla piazza.
Una serata da incorniciare, utile, soprattutto, a considerare ancora una volta che le forze dell'ordine, ed in questo caso segnatamente la polizia, con tutte le sue articolazioni, non sono uno strumento di repressione, ma di prevenzione del crimine in piena prossimità ai cittadini. E, se gli stessi collaborassero sempre con le istituzioni, ne riceverebbero in cambio un servizio sempre più attento e qualificato, utile alla prevenzione di ogni fenomeno deviante ed al benessere comune.
Questa era la missione che aveva spinto Rino Lafiandra ad arruolarsi in Polizia, facendosi volere bene da tutti anche nell’espletamento del servizio, grazie a quel cuore che, ancora oggi, batte sotto le divise di chi lavora per la gente e con la gente.
Da segnalare la serie di riconoscimenti che la Confreternita di Santa Maria de’ Dionisio, che ha sostenuto l’evento inserendolo nel programma dei festeggiamenti in onore dei Santi Medici, ha tributato ai vertici della Polizia presenti, al Maestro Lanzara, al Commissariato di Trani ed alla stessa famiglia Lafiandra, per meno del priore, Gianfranco De Toma.
Si ringrazia per il video Nicola Caputo.




