La richiesta era partita da Trenitalia e Ferrovie dello Stato, ma l'attività periodica di controllo della Polizia ferroviaria era stata pressoché coincidente sulle azioni da intraprendere. Il risultato è inesorabile: atrio e sala d’attesa della stazione di Trani vanno chiusa di notte.
Il provvedimento, come ha informalmente anticipato il dirigente regionale della Polfer, Giovanni Aliquò, a margine della su apartecipazione a Trani al concerto della fanfara della Polizia di Stato, sarà operativo nelle prossime ore, forse già a partire da questa notte, nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì, dalle 21 alle 6; il sabato e domenica, dalle 20.20 alle 6.
Si tratta di misure tali da impedire, soprattutto, lo stazionamento notturno di soggetti che avevano fissato nel salone della biglietteria e nella sala d'aspetto dello scalo ferroviario la loro Impropria dimora, peraltro non ammessa per legge.
Purtroppo, negli ultimi mesi, il fenomeno aveva fatto registrare un’escalation preoccupante non solo per il crescente numero di persone che si sono, quasi scientificamente, divise lo spazio a disposizione per trovare un angolo in cui dormire, ma anche, e soprattutto, per problemi di carattere igienico e di sicurezza pubblica.
In particolare, secondo quanto già aveva riferito un utente lettore e confermato dagli stessi vertici della Polizia ferroviaria, uno dei soggetti che sono soliti dormire la notte in stazione soffre di una grave forma di epistassi, che determina copiose fuoriuscite di sangue dal naso e conseguente dispersione di plasma lungo la pavimentazione e sui muri, luoghi dai quali, quotidianamente, transitano centinaia di utenti del servizio ferroviario.
Non si contano, in tutti questi mesi, gli interventi del 118 e delle forze dell'ordine per mettere una pezza su un problema che pareva ormai irrisolvibile, se non con una misura cautelare che potrà sembrare anche impopolare, ma evidentemente, allo stato necessaria.
Peraltro, alternative al momento non se ne intravedono, quantunque il Comune di Trani ed il sindaco, Luigi Riserbato, siano pienamente a conoscenza sia della delicatezza della questione, sia del provvedimento assunto dalla Gruppo Fs su sollecitazione della Polizia ferroviaria. E adesso, dovranno adoperarsi per individuare eventuali strutture alternative in cui favorire il riposo notturno di persone che, in ogni caso, non avranno più neanche quel tetto sotto cui dormire e presso cui erano comunque oggetto di periodici controlli notturni, da parte delle forze dell'ordine, per verificare che fossero lì e che tutto fosse, si fa per dire, sotto controllo.
Ma ormai la situazione, evidentemente paradossale, era diventata troppo anomala perché potesse andare avanti. La stazione di Trani, quantunque da tempo evidentemente declassata rispetto al gioiello che era prima, è pur sempre un luogo di fermata di centinaia e centinaia di passeggeri, anche e soprattutto turisti, ai quali la città non poteva continuare ad offrire quel tipo di biglietto da visita nel momento in cui ci si mette per la prima volta piede.
La Polizia ferroviaria, già nei mesi scorsi, si era adoperata con successo in un’opera di disincentivazione dell’accattonaggio da parte, soprattutto, di soggetti di etnia rom, che impiegavano a tale scopo bambini e ragazzi di minore età.
Adesso, dunque, si sta procedendo al secondo passaggio, nell'attesa che il Comune di Trani riesca finalmente, attraverso un bando pubblico od un progetto di finanza, ad individuare un soggetto che si aggiudichi la ristrutturazione e gestione del parcheggio interrato di piazza XX Settembre, adiacente la stessa stazione dalla cui tribolata costruzione e, tuttora, mancata attivazione, a ben guardare, sono iniziati, in misura esponenziale, i guai di una stazione che meritava, sicuramente, ben altra attenzione.


