Esattamente un anno fa, il 3 ottobre del 2013, Costantino Baratta, cittadino tranese residente da 27 anni a Lampedusa salvò la vita a dodici persone, all'esito del naufragio di un balcone di profughi diretto verso l'Italia.
Per questo motivo, Baratta sarebbe stato scelto da L'Espresso come «uomo dell'anno 2013» e ha ricevuto, tramite il padre, l’onorificenza «Ordinamenta maris» del Comune di Trani il 1mo agosto 2014.
Nato a Trani il 17 marzo 1957, Baratta vive a Lampedusa dal 1987. Quella mattina di un anno fa pareva un giorno come tanti altri. Costantino, con il suo amico Onder, uscì dal porto per andare a pesca e, mentre era intento ad osservare il mare, limpido e calmo, notava dalle barche, ferme e vicine l'una all'altra.
«Pensavamo fosse un barcone che veniva scortato dalla motovedetta della Capitaneria di porto – racconta il nostro concittadino -, ma, avvicinandoci ancora, vedemmo gente in mare che urlava. Da subito capimmo si trattava di un naufragio, ed allora cominciammo a far salire a bordo il primo ragazzo, con difficoltà, perché scivolava come una saponetta dal momento in cui era ricoperto interamente di gasolio ed era completamente nudo. Lo coprimmo con un asciugamano che avevamo a bordo e, da quel momento, recuperammo gli altri che potevamo».
Costantino Baratta, quel giorno salvò dodici persone, di cui dieci adulti, un minore ed una ragazza. Quest’ultima, Lwan, ieri ha potuto riabbracciarlo, proprio ad un anno di distanza dal suo salvataggio, in quella Lampedusa dove, oggi, si vivrà mestamente il primo anniversario di quella tragedia nella quale, a fronte delle dodici persone salvate da Costantino, altre 366, purtroppo, morirono.
Una storia di grande spessore umano che, simbolicamente, arriva proprio nel giorno giusto ed al momento giusto, a rappresentare un’altra Trani, contrapposta a quella sconcertante del caso del bimbo rom non gradito a scuola. È la Trani vera, quella che al prossimo non volterà mai le spalle.

