«Quelle mamme sono venute a scuola e, come belve inferocite, mi hanno attaccata con tutte le cattiverie possibili. Mi hanno perfino chiesto come dovessero chiamarli: zingari o rom? Ma ho risposto che sarebbe stato sufficiente chiamarli bambini, proprio come tutti gli altri».
Così Maria Mingrone, vicepreside del quarto circolo didattico Beltrani, al centro di un caso di bimbi rom non graditi in una prima classe: quattro famiglie ne hanno chiesto il trasferimento, ma il dirigente, Gaetano Scotto, e la sua vicaria si sono rifiutati e sono stati loro, alla fine a mandare i figli ad altro istituto.
«La vicenda mi ha segnato – ammette l’insegnante -, ma non ne sono pentita, anzi siamo fieri di avere aperto una breccia di civiltà. Magari potessi avere tanti altri piccoli rom a scuola: non avete idea di quanto siano desiderosi di apprendere e quanto seguano».

