«Il Comune di Trani restituisca ai cittadini 1 milione di euro, rideterminando la Tari». Questa è la richiesta che il movimento politico Trani libera ha rivolto all’amministrazione Riserbato per il tramite dei propri rappresentanti, il consigliere comunale Francesco Altamura ed il segretario politico (ex assessore alle finanze) Michele D’Amore.
Al centro della questione c’è il Piano economico finanziario predisposto dall’Amiu «e mai approvato dal consiglio comunale – sostiene Trani libera -, in quanto, leggendo la delibera n. 22 del 31/07/2014, si nota chiaramente che il consiglio comunale si è limitato ad una pura e semplice presa d’atto. Inoltre – proseguono Altamura e D’Amore -, le somme contenute nel suddetto documento finanziario contengono la valutazione di un servizio, la raccolta differenziata, quantificato economicamente per l’intero anno 2014, e che ad ottobre del 2014 non è ancora partito e che non potrà partire, trattandosi di un servizio svolto in proroga e non più di competenza del Comune di Trani, ma di un organismo sovracomunale appositamente costituito, l’Aro 1 Bat».
Trani libera fa sapere che «nel caso in cui l’amministrazione Riserbato non dovesse provvedere all’annullamento in autotutela del provvedimento, rideterminando la quota della Tari dei cittadini tranesi, riducendola di 1 milione di euro, provvedendo anche immediatamente al rimborso ai contribuenti che hanno già pagato tutto l’importo, il movimento Trani Libera fa sapere che è pronta a ricorrere al Tar per chiedere l’annullamento del provvedimento e salvaguardare i cittadini Tranesi già ripetutamente tartassati».
