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Per dieci anni, il Comune di Trani spedisce le multe ma non paga la posta: debito fuori bilancio da 600mila euro. Ferrante: «Impossibile che non si sapesse»

«Sarebbe il caso che i debiti fuori bilancio si portino in consiglio con maggiore frequenza, così da evitare ulteriori spese per gli interessi di mora. Ma qui interviene la politica, perché si punta a procrastinare il più possibile i pagamenti, scaricandoli sull'amministrazione che verrà». Così il presidente del consiglio comunale, Fabrizio Ferrante, che venerdì scorso ha diffuso un ordine del giorno aggiuntivo a quello dell’assemblea già convocata per mercoledì prossimo, 8 ottobre.

I provvedimenti, adesso, sono diventati 43. Ai 17 del primo ordine del giorno, infatti, si sono aggiunti altri 26, inclusi in un nuovo elenco di delibere che riguardano, per 24 casi, il riconoscimento di debiti fuori bilancio.

Il totale di questo tipo di delibere, peraltro, è 25, perché nel primo ordine del giorno ve ne era una particolarmente robusta, oltre che imbarazzante: «Proposta di deliberazione per il riconoscimento del debito fuori bilancio, in favore di Poste italiane Spa, derivante dall’omesso pagamento di fatture relative al servizio di notifica a mezzo posta delle sanzioni per violazioni al codice della strada».

L'importo, incredibile a dirsi, è di 600mila euro e richiederà una variazione al bilancio di previsione 2014. In altre parole, per un non meglio precisato numero d’anni, si sono spediti avvisi di pagamento agli automobilisti che abbiano commesso infrazioni al codice della strada e ricevuto le relative sanzioni, ma tutte queste lettere, a sua volta, il Comune non le ha mai pagate a Poste italiane.

Quando il servizio postale ha chiesto il conto al Comune, evidentemente dall'altra parte non vi è stata alcuna risposta e, pertanto, Poste italiane ha prodotto l'inevitabile decreto ingiuntivo, facendosi riconoscere d'ufficio il pagamento di una somma che lo stesso presidente del consiglio comunale, Fabrizio Ferrante, intervenendo l'altra domenica scorsa in Appuntamento con Trani ha definito «veramente assurda. L'importo - conferma Ferrante - è maturato in almeno dieci anni, e questo fa capire che vi sono state delle grosse responsabilità da parte di qualcuno, perché un debito così ingente non si matura in poche ore, ma, evidentemente, è frutto dell’omesso controllo di chi avrebbe dovuto impedire che maturasse. E questo – aggiunge - fa capire quali evidenti anomalie vi siano nel funzionamento della macchina amministrativa, perché non è possibile che nessuno si fosse mai accorto che stesse maturando un debito di queste dimensioni. Il decreto ingiuntivo ha determinato un ulteriore innalzamento del debito, e tutto questo oggi lo pagano i cittadini, del tutto ignari di quanto stesse avvenendo». 


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