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«Tutti sordi alle nostre richieste». E così, da Trani, parte la diffida del Movimento rifiuti zero contro le discariche e chi le amministra

«Applicare urgentemente le disposizioni contenute nella circolare ministeriale del 6 agosto 2013, emessa a seguito delle direttive dell'Unione europea, che riconosce come trattamento adeguato dei rifiuti in discarica la tecnica della trito vagliatura sono se accompagnata dalla stabilizzazione della frazione umida, onde evitare la formazione del percolato in falda e l'immissione di biogas in atmosfera».

Ed ancora, «sospendere urgentemente qualsiasi conferimento di rifiuti urbani indifferenziati “tal quale,” presso le discariche di Trani, Andria e Cerignola, e presso tutte le restanti discariche di rifiuti urbani in esercizio in Puglia, rivedendo le Autorizzazioni integrate ambientali che ancora prevedano il conferimento di tali rifiuti urbani indifferenziati». Inoltre, «attivare la procedura di chiusura degli invasi di discariche in cui sono stati conferiti rifiuti urbani indifferenziati !tal quale”, predisponendo adeguato progetto di gestione post operativa ed intervento di bonifica ambientale».

Questi i primi tre degli otto punti che costituiscono la formale diffida che il Movimento legge rifiuti zero di Puglia ha inviato a venticinque destinatari istituzionali, dai rappresentanti del governo ai sindaci. A firmarla, altrettanti rappresentanti di comitati ed associazioni del territorio che pongono l'accento sulla necessità «che le comunità locali si dotino, quanto prima, di strumenti utili ad abbattere considerevolmente il volume dei rifiuti da conferire in discarica, modificando sensibilmente le gestioni dei rifiuti secondo quanto indica la proposta di legge Rifiuti zero».

La diffida nasce dalla presunta sordità delle amministrazioni locali alle istanze dei comitati: «Abbiamo ricevuto scarsi riscontri, segno di una chiara chiusura dell'amministrazione pubblica e dei suoi enti strumentali rispetto alle richieste di partecipazione e coinvolgimento avanzate dalla società civile. In questo clima di chiusura, non resta altra strada che una forte e clamorosa iniziativa».

L’azione collettiva muove, in particolare, non soltanto dalle procedure di infrazione già avviate dalla Commissione europea a carico dell’Italia, ma anche, e soprattutto, dalla circolare del Ministero dell'ambiente, del 6 agosto 2013, che invita tutte le regioni ad adottare la tecnica della trito vagliatura solo se accompagnata dalla stabilizzazione della frazione umida.

La presentazione dell’iniziativa si è tenuta, non a caso, davanti alla discarica di Trani, il cui esercizio è sospeso da un mese su disposizione del Settore grandi rischi della Regione Puglia. Amiu, che la gestisce, ha finora adoperato il sistema della trito vagliatura senza badare alla successiva stabilizzazione, che sta venendo soltanto adesso in quel di Giovinazzo, a discarica ferma. Il movimento autore della diffida chiede che tale processo avvenga «presso impianti di trattamento meccanico biologico autorizzati e presenti nel territorio regionale».

Altri passaggi della diffida riguardano «il raggiungimento dei limiti di raccolta differenziata ed effettivo riciclaggio fissati dalle norme europee», come pure «che si accertino tutte le responsabilità circa il mancato raggiungimento degli obiettivi imposti e siano posti, a carico dei singoli soggetti responsabili di tale inadempimento, gli oneri economici derivanti dall’applicazione delle sanzioni ed i maggiori costi sostenuti dai comuni».


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