Alla vigilia del consiglio comunale di oggi, il sindaco, Luigi Riserbato, manifesta sicurezza. «I numeri della maggioranza sono al minimo universitario. Mi sento come lo studente che si accontenta di un diciotto, ed in diciotto dobbiamo avere la forza di ben governare la città di Trani, anche se mi aspetto che, con le elezioni, provinciali, scatti la molla della coerenza nella mente politica di qualcuno».
Quanto alla richiesta di dimissioni collettive, formulata da De Laurentis, che prova a raccogliere le propedeutiche diciassette firme, il primo cittadino risponde così: «Io non avrei problemi a tornare al mio lavoro, ma per molti altri, che praticano la politica con la “p” minuscola, nutro forti dubbi che questo avvenga».
Maggioranza con non pochi dubbi, però, sui debiti fuori bilancio da approvare, peraltro risalenti ad epoche in cui il governo Riserbato ancora non c'era: «Vengono consegnati alla città nella loro storia cronologica ed importo. E che credo che più d’uno, in aula, anche dall’altra parte, proverà imbarazzo quando andremo ad affrontare certi argomenti».
