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Minoranza trasversale, Spina bacchetta l'Udc di Trani: "Hanno scelto da soli, ignorando le direttive mie e dei vertici"

Pd, Sel, Verdi, Dc, Tranimò, Trani libera, Ncd, Udc: a Trani sono pronti a fare cadere il sindaco ed formare sin da adesso una nuova coalizione per presentare ai cittadini un’alternativa di governo.

Ma domenica prossima, ad Andria, Udc e Ncd voteranno in favore del candidato del centrodestra, Francesco Spina, in accordo anche con lo stesso Riserbato, di cui a Trani auspicano la fine dell’esperienza politica.

La dicotomia è palese e, se non si chiamerà «politica dei due forni», qualcosa di anomalo è, tanto da avere meritato, da subito, una sostanziale frenata, se non presa di distanze, da parte del consigliere comunale dell’Ncd, Beppe Corrado, candidato alla Bat: «Le coalizioni si costituiscono su programmi, uomini, idee, e non per distruggere. Pertanto, mi sembra tutto troppo prematuro. Che il percorso sia avviato è fuori di dubbio - precisa Corrado -, ma, da qui ad annunciare sin da adesso la costituzione di una coalizione, senza avere definito né uomini, né programmi, mi sembra un passo decisamente affrettato».

Corrado, peraltro, non nasconde che, qualora fosse rieletto consigliere provinciale, «valuterei attentamente l'opportunità di proseguire il mandato da consigliere comunale».

Il passo con il centrosinistra, però, è compiuto: «Siamo consapevoli che nel 2012 i cittadini hanno scelto l’attuale amministrazione – si legge nel documento dei quindici consiglieri comunali -, ma prendiamo atto, altresì, del disagio diffuso ed imperante in città, che proviene da una situazione economica e sociale di una Trani in caduta libera e rispetto alla quale il governo cittadino è totalmente incapace di dare risposte. Due anni e mezzo di nulla – pone in risalto il manifesto del centrosinistra di Trani allargato -, danni, totale assenza di un progetto politico amministrativo, uffici allo sbando che si è tentato maldestramente di sistemare avendone invece l’effetto contrario. E l’incapacità amministrativa gestionale, purtroppo, si riversa nella quotidianità dei cittadini tranesi, che hanno visto solo l’aumento della tasse locali ricevendo, in cambio, servizi pessimi».

Per questi motivi, il centrosinistra tranese, compattandosi sulla proposta di Mimmo De Laurentis, capogruppo del Pd, di cui avevamo riferito ieri, ritiene «che sia giunto il momento di dire basta a tutto ciò ed è per questo che confermiamo la disponibilità dei nostri gruppi consiliari anche al gesto estremo della sfiducia a questo sindaco ed alla sua amministrazione: 17 firme contro il malgoverno della città».

Infine, peraltro, «l’auspicio che tutti i soggetti politici sottoscrittori del presente documento diano vita insieme ad un progetto alternativo e, se pur con delle provenienze e sensibilità diverse, facciano sintesi su un programma condiviso».

Ma su questo, oltre la frenata di Corrado, ecco anche la bacchettata di Spina, segretario provinciale dell’Udc: «Tale scelta è frutto di una valutazione operata esclusivamente a titolo personale e non condivisa dalla segreteria provinciale dell’Udc. L’Udc, nella sesta provincia in seno al centrodestra, rappresenta una forza politica stabilmente ancorata a valori e progettualità legate al riformismo popolare moderato. In questa direzione, del resto, va anche il percorso costruito in vista delle elezioni provinciali del 12 ottobre  e dei prossimi appuntamenti comunali, che non potranno non tenere conto degli indirizzi progettuali dei vertici nazionali, regionali e provinciali del partito».


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