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Da maratona a corsetta. Con rissa. Il consiglio comunale consente al sindaco di Trani di proseguire il mandato

Una sicura maratona si è trasformata in una corsetta di poche ore. L'amministrazione Riserbato prosegue il suo mandato, all'esito di una seduta di consiglio comunale terminata precocemente, alle 15, con la maggioranza in aula da sola.

La minoranza aveva dichiarato di non partecipare ai lavori, a causa del presunto, farraginoso ordine del giorno, costituito da ben 43 provvedimenti, molti dei quali definiti «incompleti nell’istruttoria», ma, anche e soprattutto, dell’ormai dichiarata indisponibilità al confronto con un'amministrazione comunale «che - si legge nel documento ufficiale -, in questi due anni e mezzo, ha solo fatto danni alla città».

Tutte le forze di centrosinistra, insieme con Ncd e Udc, hanno dichiarato ufficialmente la disponibilità a dimissioni collettive per provocare la caduta del governo Riserbato, ma anche di unirsi già da adesso in coalizione per presentare alla città una nuova alternativa di governo.

Alla lettura di tale provvedimento, fatta in aula in apertura di seduta dal capogruppo di Ncd ed Udc, Giuseppe Tortosa, il sindaco, fuori microfono, ha risposto piccato pungendo, probabilmente sul piano personale, sia il portavoce del documento, sia l'altro consigliere comunale d’opposizione che era rimasto in aula solo per ascoltare quella dichiarazione, Francesco Laurora, dei Verdi: ne è nato un violento battibecco, che ha visto il secondo, avvicinarsi allo scranno di Riserbato e sfidarlo faccia a faccia, a muso duro.

I due sono stati separati e la calma è ritornata poco dopo, ma l'episodio, evidentemente, lascerà il segno nei rapporti politici, e forse anche personali, tra maggioranza e minoranza. «I miei 250 voti – ha detto Laurora – me li sono guadagnati da gente che a malapena conoscerò ed alla quale non ho promesso nulla. Non so se altri possano dire lo stesso dei loro. Pertanto, quantunque debba scusarmi per il comportamento assunto, rivendico a gran voce il mio pieno diritto ad esercitare un mandato consiliare che non mi è stato regalato, ma affidato con un piccolo, ma limpido consenso popolare».

Di certo grazie all'assenza della controparte politica in aula, per la compagine di governo è stato facile procedere spediti all'approvazione di tutti o quasi i provvedimenti all'ordine del giorno, la maggior parte dei quali debiti fuori bilancio, prima di modificare l’impianto dell’Imposta unica comunale ed approvare i riequilibri di bilancio.

I voti favorevoli sono oscillati fra i 16 ed i 18. A diciotto, in ogni caso, è tornata ad essere la maggioranza con il ritorno sul suo scranno di Francesco De Noia, nuovamente consigliere comunale dopo la revoca della sospensione prefettizia dovuta al revoca, a sua volta del divieto di dimora in quanto indagato in un’inchiesta della Procura militare. De Noia ha ripreso il posto momentaneamente rilevato da Nicola Lapi.

Nel frattempo, sempre nella maggioranza, Antonio Franzese ha comunicato di aderire al gruppo della Puglia prima di tutto, mentre Giovanni Gargiuolo è stato proclamato capogruppo di Forza Italia (vicario Michele Scagliarini). Il gruppo è composto anche dai consiglieri Di Modugno, De Toma, Cozzoli, Forni.

De Noia, pertanto, al momento non fa parte dello stesso raggruppamento, al pari di un altro eletto nell’ex Pdl, Rino Savino.

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