«Il procuratore generale sapeva quanto bastava per capire che il presidente Berlusconi sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati». Così il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Michele Ruggiero, difeso dall’avvocato Alfonso Pappalardo, è stato assolto dall’accusa di avere tardivamente informato il capo dell’Ufficio, Carlo Maria Capristo, circa la sua inchiesta sull’ex presidente del consiglio, Silvio Berlusconi.
Lo ha disposto la disciplinare del Csm, all’esito degli approfondimenti sulla famosa inchiesta contro l'allora premier, l'ex direttore della Rai, Innocenzi e il direttore del Tg1 Minzolini. I tre erano accusati di avere fatto pressioni per la chiusura della trasmissione di Michele Santoro, «Anno zero»
Ruggiero era stato fatto oggetto di due provvedimenti disciplinari di ammonimento, nonché altrettanti annullamenti da parte della Cassazione. Adesso il collegio, sotto la guida del neo vicepresidente, Giovanni Legnini, ha chiuso la vicenda dando atto che il pm può essere accusato di «leggerezza e superficialità, ma non di aver violato le norme».

