Inserito il criterio della quantità per la classificazione dei rifiuti speciali non pericolosi assimilati ai rifiuti urbani. Precisata la detassazione dei magazzini funzionalmente ed esclusivamente collegati al processo produttivo dell’attività svolta dall’utenza: sono queste le due importanti modifiche al Regolamento Tari, tassa sui rifiuti, approvate nell’ultimo consiglio comunale del giorno 8 ottobre 2014.
Sono state accolte alcune richieste avanzate dalla Cna Bat, riportate nella premessa della stessa delibera di modifica del regolamento. Grazie a queste modifiche, le imprese, soprattutto quelle artigiane calzaturiere, anche di piccole dimensioni, che producono notevoli quantità di rifiuti speciali non pericolosi, possono continuare a provvedere, a loro spese, allo smaltimento degli stessi attraverso soggetti privati autorizzati, così come previsto dalla normativa ambientale, senza rischiare di pagare un ulteriore tributo per un servizio non espletato dall’Amiu.
Inoltre è stata precisata la superficie da escludere dalla tassazione in cui si producono i rifiuti speciali non assimilati, come i magazzini collegati al processo produttivo, evitando un potenziale contenzioso con l’Ufficio tributi.
In sostanza, è stata confermata la tassazione solo per le superfici adibite ad uffici, bagni, spogliatoi ed eventualmente mense.
Rimane ancora da chiarire un’altra criticità (di carattere tecnico) da noi individuata nel regolamento Tari: essa riguarda la percentuale di riduzione prevista per le utenze poste ad una distanza di oltre mille metri, misurata dall’accesso dell’utenza alla strada pubblica. Nel regolamento è ancora riportata la riduzione del tributo al 40%, cioè bisogna pagare il 60% della tariffa. A nostro avviso, invece, la percentuale del tributo dovuto deve essere in misura non superiore al 40% della tariffa, da determinarsi anche in maniera graduale, in relazione alla distanza dal più vicino punto di raccolta rientrante nella zona perimetrata o di fatto servita, così come previsto dalla legge di stabilità, comma 657.
Abbiamo già contattato l’ufficio competente per un prossimo incontro chiarificatore sull’argomento.
Per quanto riguarda le altre nostre richieste, di natura non tecnica, riguardante la modifica del regolamento e la rimodulazione della tariffa, presentate ed illustrate dalla Cna Bat nell’incontro tenutosi il 22 settembre presso gli uffici comunali, area finanziaria, si rendeva necessaria una decisione di carattere politico per il loro accoglimento, poiché i funzionari restano pur sempre meri esecutori rispetto agli indirizzi della politica.
È per questo motivo che la Cna Bat, tramite lettera aperta, aveva inoltrato anche a tutti i consiglieri comunali, senza alcuna distinzione di colore politico, le proposte di modifica al Regolamento Tari e la richiesta di rimodulazione della tariffa, affinché l’organo politico competente potesse esaminarle e assumere le dovute decisioni.
Invece la classe politica è stata assente, mettendo a nudo la propria incapacità di fare delle scelte, anche quando queste vanno nella direzione di tutti i cittadini indistintamente.
Abbiamo ancora una volta assistito al solito e consumato “teatrino della politica”: partiti sempre “impegnati”, perennemente in campagna elettorale (leggasi la Provincia), che continuano (e forse preferiscono) litigare tra loro e nel proprio interno, sino a giungere allo spettacolo indecoroso che è stato riportato anche su internet.
I vari tatticismi dei gruppi politici (abbandono dell’aula per protesta da parte della minoranza e la decisione della maggioranza di approfittarne, procedendo celermente all’approvazione degli argomenti posti all’ordine del giorno - compresa la Tari - senza interventi) non giustificano nessuno dei consiglieri comunali, cioè dei rappresentanti dei cittadini, e non interessano ai contribuenti, alle imprese ed alle famiglie che in questo grave momento versano in uno stato comatoso.
Ancora una volta ci si è dimenticati che la politica è ascolto, concertazione, sevizio e non un modo per mantenere poltrone.
La politica deve essere in grado di intercettare i disagi, i bisogni dei cittadini, che non sono sudditi, e che hanno voluto, con la sottoscrizione della petizione presentata dalla Cna Bat, far sentire la propria voce contro una tassa insostenibile e ingiusta.
La politica continua a dimenticare che il tessuto produttivo di un tempo è un lontano ricordo e che le aziende continuano a chiudere: è un bollettino di guerra e le poche ed eroiche aziende che sono ancora aperte sono allo stremo.
Saremmo stati più orgogliosi se le nostre proposte fossero state respinte, ma almeno discusse e motivate, piuttosto che vedere trionfare l’ignavia dei solerti consiglieri comunali, sempre presenti – guarda caso - nelle commissioni consiliari.
Essi dimenticano che la tassa sui rifiuti, Tari, impone l’obbligo di coprire il solo costo integrale del servizio, che deve essere certo, e non di incamerare importi per fare cassa e coprire debiti di bilancio.
Gandhi diceva che “rifiutarsi di pagare le tasse è uno dei metodi più rapidi per sconfiggere il governo”. La Cna Bat rappresenta il mondo del “fare”, che vuole pagare le tasse, ma pretende che siano giuste ed eque. Secondo l’art. 53 della Costituzione: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”.
Valuteremo nei prossimi giorni le iniziative da adottare in difesa dei contribuenti, imprese e famiglie, e verificheremo se, fino a dicembre 2014, sarà attuato quanto previsto nel Piano economico finanziario predisposto dall’Amiu ed approvato dai consiglieri comunali, fondamentale per determinare il gettito complessivo della Tari.
Non abbasseremo la guardia.
Michele De Marinis - Presidente Cna Bat

