Dopo le dimissioni del segretario politico del Partito democratico, Nicola Amoruso, le elezioni provinciali si preparano a lasciare il segno in maniera, forse ancora più evidente, nel centrodestra e, segnatamente, in Forza Italia, dal cui gruppo consiliare s'è dichiarato indipendente Stefano Di Modugno.
Il consigliere comunale, come si ricorderà, era candidato nella lista di centrodestra alla consultazione di domenica scorsa, ma, a differenza di Beppe Corrado, è risultato non eletto.
Evidentemente, Di Modugno attendeva al varco l'esito delle urne per valutare determinazioni che, probabilmente, aveva in animo già da tempo, ma aveva congelato nell'attesa di una verifica sul campo, dopo avere, in ogni caso, votato in favore dei principali provvedimenti proposti dall'amministrazione Riserbato nell'ultimo consiglio comunale.
Adesso, però, lo strappo di Di Modugno da Forza Italia, che non l’avrebbe garantito nel risultato elettorale, farebbe sì che il gruppo consiliare, che non ha tuttora incluso al suo interno il rientrante Francesco De Noia, si ritrovi con appena cinque consiglieri.
E tale numero potrebbe non giustificare più i tre assessori che attualmente il partito vanta all'interno della giunta comunale, ovvero visibilità in sottogoverni della stessa amministrazione Riserbato
A questo punto, il sindaco potrebbe essere chiamato, ancora una volta, dopo averlo già fatto il 4 giugno, ad una rivisitazione delle sue nomine, giacché il quadro politico muterebbe nuovamente e se ne vedrebbe compromessi i già fragili equilibri.
E, a maggior ragione, l'ingresso di Udc e Nuovo centrodestra in maggioranza, anche e soprattutto alla luce delle rispettive vittorie elettorali di Spina e Corrado, parrebbero le uniche soluzioni alternative, a beneficio del sindaco, per proseguire il suo mandato.
Ma questo, a ben guardare, ciò determinerebbe addirittura l'esigenza di azzerare nuovamente la giunta, circostanza che la città potrebbe difficilmente permettersi e, soprattutto, gradire.

