Dopo unna lunga attesa e numerose proteste, in particolare quelle del presidente del consiglio comunale, Fabrizio Ferrante, il dirigente dell’Ufficio di piano di zona ha emanato il bando di gara con procedura aperta per il «Servizio di assistenza educativa specialistica per la autonomia e comunicazione, rivolto agli alunni disabili delle scuole dell'infanzia, primaria e secondaria, di primo grado».
Il bando è aperto ai soggetti del terzo settore, che possono anche unirsi in associazioni temporanee d’impresa. L'importo a base d'asta è di 321.946 euro ed il servizio sarà annuale.
I partecipanti dovranno fare registrare un fatturato globale, realizzato nell'ultimo triennio e nel minore periodo di attività dell’operatore economico, almeno pari a due volte l'importo a base d'asta. Inoltre, un fatturato specifico, per prestazioni analoghe a quelle oggetto della gara, sempre svolte negli stessi periodi riferimento, per un importo almeno pari a quella base d'asta.
I punteggi saranno così suddivisi: massimo 20 punti per la qualità organizzativa dell'impresa; massimo 50 punti per la qualità del servizio; massimo 30 punti per il prezzo. L'aggiudicazione dell'appalto sarà disposta in favore del concorrente che avrà ottenuto il punteggio complessivo più alto, derivante dalla somma dei punteggi per ciascun elemento di valutazione dell'offerta. Le proposte dovranno pervenire entro mezzogiorno del prossimo 24 novembre, l'apertura delle buste avverrà in seduta pubblica alle 9.30 del 26 novembre.
Nel frattempo, proprio Ferrante ha fatto sapere che «dagli uffici comunali è in fase di pubblicazione anche la gara sulla mensa scolastica. In ogni caso – è il suo commento -, per entrambe è troppo tardi».
Ferrante aveva sollevato il problema nel corso di un recente convegno su disabilità e burocrazia, lamentando il fatto che «gli insegnanti di sostegno sono molto bravi, ma il fatto che l'assistenza specialistica non sia ancora partita è molto grave, perché le scadenze si conoscono bene e la gara si sarebbe dovuta espletare per tempo. Non garantire l'assistenza specialistica per due o tre ore è una grave forma di discriminazione».
Senza dimenticare un terzo, e non meno rilevante problema: gli asili nido, anche questi non partiti: «Un altro paradosso – commenta Ferrante -, perché sono stati inaugurati due volte e, in realtà, non sono stati mai agibili. Adesso mi metto nei panni di tutte le famiglie che avevano iscritto i loro figli agli asili nido e vedono tutto fermo: il sindaco renda disponibili quei locali sotto sua responsabilità, perché si tratta di un servizio pubblico che non si può interrompere. Certo, l'Ufficio tecnico ha mille problemi, ma ormai i disservizi sono troppi e qualcuno dovrà pure assumersene le responsabilità».
