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L'Italia ha un nuovo cittadino: Amhed. Una bella storia di integrazione nei vicoli del centro storico di Trani

Il volto rossiccio rifletteva un po' il colore dei pantaloni che Amhed ha scelto di indossare per il suo nuovo inizio, un nuovo punto di partenza formale ma necessario dopo tanta attesa. Lo abbiamo incontrato al secondo piano del Palazzo di Città, nell'anticamera dell'Ufficio di Gabinetto del sindaco, in attesa di poter giurare e diventare un cittadino italiano.

«Sono arrivato in Italia con l'aereo»

Ad accompagnarlo c'era Daniele Ciliento, storico presidente e tra i fondatori di Xiao Yan - Rondine che ride, una realtà che ha in qualche modo permesso la nascita di un'amicizia. Amhed è giunto in Italia 23 anni fa. Stupidamente gli abbiamo chiesto come fosse arrivato nel nostro Paese, quasi aspettandoci in risposta il racconto di un lungo viaggio per mare.

«Sono arrivato in aereo a Roma. Ero con altri amici, siamo venuti in Italia come turisti». Hanno scelto l'Italia poi come soluzione per una vita evidentemente più dignitosa di quella che si prospettava nel loro paese d'origine. L'Algeria viveva un periodo di crisi, le elezioni del '91 portarono ad una sanguinosa guerra civile che registrò circa 250mila morti.

«L'Italia ci piacque parecchio e quindi abbiamo scelto di rimanerci, io l'anno dopo sono arrivato qui, a Barletta nello specifico. Ho lavorato nei campi, ho raccolto pomodori, lavorato nei vitigni, ho fatto qualche lavoro stagionale ma ho fatto anche altro, ho lavorato presso un falegname per parecchi anni» ci dice Amhed con ampi gesti delle braccia.

Amhed, il Ramadan e il Presepe vivente

Da 22 primavere risiede a Trani, nel vicolo della chiesa di San Martino, ed è lì che ha conosciuto Daniele. «Devo dirti come ci siamo conosciuti? L'ho scambiato per uno dei ragazzi che ci stava dando una mano nell'organizzazione del presepe vivente», ci dice Daniele Ciliento.

Il primo presepe vivente messo in piedi da Xiao Yan risale ormai al 1999, e durante l'anno successivo, nel periodo natalizio una mattina Amhed passò nei vicoli del centro storico con la tunica bianca indossata il venerdì successivo alla fine del Ramadan. «Pensai fosse uno dei nostri, poi parlandoci abbiamo capito che era solo l'inizio di un rapporto proficuo tra culture. Amhed è stato fondamentale per noi, un ponte con la comunità islamica per la fruizione di San Martino, e sua moglie fa dei dolci arabi di una bontà unica».

I dolci arabi della moglie "extracomunitaria"

«Si, a Daniele piacciono i dolci e piace molto anche il pane arabo, ogni tanto quando ci capitava portavamo giù un pò di dolci e pane», ci dice Amhed sorridendo verso Daniele che in questi ultimi anni lo ha aiutato nel gestire le pratiche per la richiesta della cittadinanza. Amhed ha sposato in Algeria sua moglie nel 2007 e vivono entrambi a Trani. Cinque anni fa Amhed sceglie di chiedere la cittadinanza italiana.

Sua moglie potrà farlo solo tra tre anni, «ci vogliono 10 anni di residenza per gli extracomunitari, lo dice l'art. 9 della legge 91/92» ripete un funzionario nei corridoi del Comune mentre si discute della scelta di Amhed. Non è emozionato, neanche agitato prima di entrare nella stanza del sindaco impegnata da due scolaresche.

La cerimonia e la Costituzione

«Ho atteso cinque anni, finalmente tra poco sarò italiano». Quando tocca ad Amhed, chiediamo il permesso di entrare nell'ufficio del sindaco dove si terrà il giuramento. Sulla nostra presenza, il sindaco avv. Luigi Nicola Riserbato, si dice «sorpreso dalla presenza inattesa della stampa che tante volte ci bacchetta su tutta la linea».

«La cerimonia del giuramento per ottenere la cittadinanza ho voluto introdurla per dare importanza a questo atto» ha detto il sindaco prima di procedere alle firme di rito. Amhed ha giurato di rispettare le leggi dello stato italiano e di ottemperare ai suoi diritti, primo tra tutti quello al voto che da oggi ha ottenuto.  

Il sindaco ha poi regalato ad Amhed il libro della Costituzione Italiana, «ti consiglio di leggerlo, la nostra è una bella Costituzione». Piccola nota di colore: la Costituzione era dell'edizione Giunti, con un intervento di Marco Travaglio che citando i primi 54 articoli della stessa Costituzione scrive: «Basta leggerli per demolire il 90% delle scelte politiche degli ultimi 20 anni». Due anni in meno rispetto a quelli che Amhed ha vissuto nella nostra Italia, abbandonando il proprio Paese.

Paura e pregiudizio, la storia di Amhed va controtendenza

Se dovessimo impegnarci a sbugiardare le bufale che vengono condivise e assorbite sui social network, dovremmo rendere virali storie come quelle di Amhed. L'Italia è uno dei pochi Paesi che investe soldi nell'assistenza agli immigrati (i famosi 25-35 euro al giorno) restituendoli agli italiani. Sono calcoli di spesa media pro capite che fanno parte di grandi somme destinate ad associazioni o enti che si occupano di immigrazione ed integrazione. E l'Italia è anche il Paese che Amhed ha scelto essendo facilmente integrato: «Non ho mai avuto grossi problemi, ho imparato la lingua e lavorato quasi sempre. Sono orgoglioso di essere un cittadino italiano anche se ho aspettato un po' di tempo».

«Ora devi abituarti alle attese» gli dice, scherzando, Daniele. Tra una settimana Ahmed dovrà tornare in Comune per ritirare la nuova carta d'identità perché bisognerà aggiornare la cittadinanza e serve il tempo tecnico per inviare nei vari uffici, presso la Prefettura, il Commissariato, la sua pratica. Dietro una storia semplice come questa c'è un mondo che si muove, nuvole di pregiudizi che si scontrano e annebbiano la vista.

Grazie Amhed, anche se non dovesse cambiare niente

Stasera tornerà a lavoro Amhed, in una pizzeria del centro, con il pensiero a quei 300 euro che gli serviranno per chiudere tutte le procedure che ha avviato cinque anni fa. E con orgoglio potrà dire ai suoi amici musulmani di essere un cittadino italiano. La comunità islamica di Trani conta un migliaio di appartenenti, per la maggior parte marocchini, poi tunisini ed algerini. Stanno progettando di spostarsi in locali più grandi di quelli attuali in via Romito. Nel frattempo la "loro" piazza è quella comunemente chiamata "piazza Sant'Agostino" (piazza Gradenigo). «Sant'Agostino è nato a Thagaste e morto ad Ippona, nell'Africa algerina. Dove altro potevamo incontrarci?».

Salutando Amhed e Daniele, facciamo gli auguri di buona fortuna al primo e li lasciamo mentre si allontano insieme. Amhed stringe Daniele per ringraziarlo e per raccontare a tutti che una storia normale che per lui potrebbe non cambiare nulla, per tutti gli altri invece potrebbe essere un esempio per cambiare tutto.

d.d.


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