Al centro del terzo Forum della salute, organizzato dall’Asl Bt giovedì e ieri presso palazzo San Giorgio e piazza Quercia, vi è stata la presentazione del primo Rapporto tumori, che segue l’accreditamento del Registro tumori, ottenuto ad aprile dopo validazione da parte dell’Associazione italiana registri tumore.
Il triennio analizzato è quello che va dal 2006 al 2008, durante il quale sono stati diagnosticati 5308 nuovi casi di tumore maligno, dei quali 2903 tra i maschi e 2405 tra le femmine. Il rischio di ammalarsi di tumore maligno prima dei 75 anni è pari al 29 per cento per un uomo e al 22,7 per cento per una donna. Gli anziani di entrambi i sessi, come atteso, fanno registrare i tassi di incidenza più elevati.
I tumori più frequenti nel sesso maschile sono:
- Prostata: 16,5 per cento di tutti i tumori
- Polmone: 15,2 per cento
- Colon-retto: 11,2 per cento
- Vescica: 10,5 per cento
- Fegato: 7,8 per cento
I tumori più frequenti nel sesso femminile sono:
- Mammella: 28,5 per cento di tutti i tumori femminili
- Colon-retto: 11,9 per cento
- Tiroide: 5,5 per cento
- Corpo dell’utero: 4,9 per cento
L’incidenza di tumore maligno in entrambi i sessi è più bassa di quella italiana, ma è più alta di quella registrata nel sud Italia.
I tumori per i quali si riscontra per entrambi i sessi una incidenza più alta sia di quella nazionale che di quella del Sud sono il tumore del fegato e il mieloma.
«Questo primo Rapporto per noi è un punto di partenza – dice Gorgoni –. Si tratta di uno strumento in grado di raccogliere con completezza e qualità i dati relativi a tutti i casi di tumore del triennio preso in considerazione. Ma il nostro lavoro non può e non deve fermarsi qui. Abbiamo il dovere di continuare a indagare e di costruire un percorso virtuoso di miglioramento delle cure e di prevenzione delle neoplasie insieme con tutti i soggetti che contribuiscono a vario titolo alla definizione dello stato di Salute della nostra popolazione. Abbiamo fortemente voluto realizzare anche un documento divulgativo perché pensiamo che le istituzioni, le associazioni e i cittadini hanno il dovere della conoscenza e il diritto di sapere. Il documento sarà divulgato attraverso i medici di medicina generale che rappresentano da sempre un collegamento importante con l’intera popolazione. Mi auguro che questo possa essere uno strumento utile nelle mani di molti, e non solo nelle nostre di operatori sanitari, per fare programmazione, per pensare progetti di prevenzione e percorsi di cura. Questa non è solo una giornata di presentazione, ma un momento di incontro e di confronto dalla quale mi aspetto la definizione di un Patto di Salute a beneficio dell’interna popolazione di questo territorio».

