Il presidente del consiglio, Matteo Renzi, ha dichiarato che non ci sarà uno sforamento della 3 per cento, e non ha escluso che, in futuro, s rinegozino alcuni elementi dei vincoli europei, sempre a patto che l'Italia, nel frattempo, «faccia i compiti a casa». Ma è possibile che il rapporto fra Italia ed Europa debba sempre e solo regolarsi sulla base di parametri e vincoli e, dunque, numeri, e non già secondo altri modelli?
Di questo s’è parlato nel corso del convegno tenutosi a Trani, a San Luigi, su «Europa e Italia» che ha visto l'intervento dell’eurodeputato Simona, Bonafè, ospitata dal Partito democratico e, segnatamente, dal componente della segreteria regionale, Fabrizio Ferrante, con la presenza, anche, del segretario regionale del partito, Michele Emiliano.
Secondo l’europarlamentare, «siamo impegnati a modellare un'Europa dei cittadini a prescindere della legge di stabilità, che il governo ha già presentato, e vogliamo puntare ad un utilizzo migliore dei fondi europei da parte delle Regioni, oltre alla costruzione di un'Europa più politica, sociale e solidale. Ci teniamo, per esempio, a soluzioni diplomatiche anche di problemi delicati, come la crisi fra Russia ed Ucraina, che sta compromettendo l'esportazione dei nostri prodotti».
Sul fronte dei finanziamenti da intercettare, Ferrante ha auspicato «che il Comune di Trani si metta al passo di altre realtà municipali, in grado di avere già i progetti pronti e, con uno o più sportelli dedicati, intercettare in qualsiasi momento i relativi finanziamenti europei».


