«La richiesta di convocazione di un consiglio comunale, proveniente da sedici consiglieri di minoranza, non mi preoccupa. Anzi, è un'iniziativa che saluto con favore, tanto più perché mi era stata preannunciata dai due consiglieri comunali, Stefano Di Modugno e Francesco De Noia, che nelle ultime ore, si sono resi protagonisti, forse in maniera un po' troppa affrettata, di una dichiarazione di indipendenza dalla maggioranza che conferma tutti i limiti della politica odierna sia a livello nazionale, sia regionale, sia locale».
Così il sindaco, Gigi Riserbato, commentando a caldo la richiesta di convocazione di un consiglio comunale sottoscritta da sedici consiglieri, fra i quali anche i neo indipendenti Stefano Di Modugno e Francesco De Noia, che richiedono una seduta monotematica dell'assemblea elettiva finalizzata alla discussione e determinazione sul provvedimento della rideterminazione dei tariffe Tari e gettito per l'anno 2014, con relativa variazione al bilancio di previsione. «Tale argomento - si legge nella richiesta - risulta avere carattere di urgenza in considerazione delle richieste di pagamento scadute, ed in scadenza, per importi determinati in maniera errata rispetto alla normativa, con grave danno nei confronti dei contribuenti, oltre che per possibili danni alle casse comunali».
Va precisato che, tra i firmatari, non vi è il presidente del consiglio comunale, Fabrizio Ferrante, il quale ha dichiarato di ritenere condivisibile la richiesta, ma di non poterla sottoscrivere in quanto presidente dell'assemblea e, dunque, organo super partes cui la stessa viene indirizzata. «Non ho firmato la richiesta – precisa Ferrante - perché nessuno me l’ha proposto, e presumo che ciò sia avvenuto perché il destinatario è proprio il sottoscritto e questo, giuridicamente parlando, sarebbe un atto “abnorme”. Peraltro – prosegue - allo stato siamo in presenza di una richiesta di convocazione del consiglio, ma non di una proposta di delibera che, voglio augurarmi, giunga quanto prima all'ufficio di presidenza così da procedere all'effettiva convocazione della seduta».
Anche il sindaco, dal canto suo, aggiunge che «trovo l'iniziativa pienamente condivisibile – dichiara Riserbato -, e, se avessi potuto, l'avrei firmata anch’io perché, se vi è un consiglio comunale nel quali si riesce a non prendere in giro i cittadini, ma a trovare un escamotage, un modo lecito e normativamente condivisibile per ridurre la pressione fiscale dello Stato centrale, che ha trasformato i comune in gabellieri, ben venga. Tuttavia - aggiunge -, questa possibilità, secondo me, non c'è. In ogni caso, tutte le occasioni di consiglio comunale, sempre che non venga abbandonato come l’ultimo, le saluto con particolare soddisfazione».
Va da sé che la richiesta diventa, anche, una prova di forza della minoranza per verificare l'eventuale tenuta dell'amministrazione: in teoria sarebbe una traccia di lavoro per ricercare le diciassette firme utili a sfiduciare il primo cittadino, ma il quadro è ancora molto incerto, soprattutto tenendo conto del fatto che il sindaco avrebbe in animo di chiarire quanto prima le questioni che hanno portato De Noia e Di Modugno ad affrancarsi dalla maggioranza.
Pertanto, la situazione va considerata in piena evoluzione.

