Dopo la diffusione della notizia del suo concerto a Trani, molti si sono chiesti se Giorgio Bracardi avesse una tournée in corso: la risposta è negativa. La sua scelta di venire a Trani è stata pienamente autonoma: «Non potevo dire “no” all’amico Lorenzo Procacci Leone – spiega al termine delle prove del concerto di ieri sera -, che si è rivelato un grande appassionato delle cose che ho fatto nella mia carriera, e sono convinto del fatto che altrettanto appassionato e competente sia il pubblico del circolo Dino Risi. Mi auguro che, dopo il mio spettacolo, se ne facciano altri anche più importanti e gradevoli del mio».
Bracardi ha proposto al circolo tranese di via Andrea Ciardi uno spettacolo in cui si sono intrecciati perfettamente il suo personaggio comico ed il musicista jazz di livello, fra improvvisazione ed arte, come sempre fuori degli schemi: «È proprio questo il motivo per cui sono qui – conferma l’artista -: loro hanno capito il mio spirito, e mi hanno chiesto quelle poche cose, ma essenziali, che faccio per divertirmi e divertire il pubblico, soprattutto esprimendo in pieno il mio personaggio». Con lui hanno suonato Valerio Serangeli (contrabbasso) ed Alberto Botta (batteria).
Bracardi, quantunque diventato molto famoso in tv, è un autentico mito della radio. Alto gradimento, la trasmissione lanciata da Radio Rai nel 1970, aveva in lui, Mario Marenco, Renzo Arbore e Gianni Boncompagni le colonne portanti: un programma come quello, forse a parte Fiorello e Baldini, in radio non s’è più ascoltato.
Alto gradimento è stata e resta la scuola assoluta della radio, in ogni caso uno dei momenti più importanti e rivoluzionari della storia di questo mezzo di comunicazione: «Al circolo, lo scorso anno, abbiamo portato Marenco – ricorda Lorenzo Procacci Leone -. Quest’estate il circolo ha portato in piazza Arbore per Tif, adesso abbiamo Bracardi e ci mancherebbe solo Boncompagni. Tutti loro hanno fatto cose che, ancora oggi, sono straordinariamente avveniristiche. Bracardi è stato qui a fare dei numeri, comunque legati alla sua esperienza radiofonica, ma, fondamentalmente, è stato un incontro musicale ed artistico. Un regalo che ci siamo sforzati di fare al circolo ed alla città».





