Non ci sono mezze misure: l’Usppi è scesa ufficialmente sul piede di guerra, annunciando iniziative durissime contro l'avvio della procedura per trentanove licenziamenti di lavoratori di Villa Dragonetti.
È questo l'esito dell’assemblea tenutasi venerdì scorso, con sit-in dei lavoratori davanti alla sede della casa protetta, la cui madre generale, Suor Serafina Avigliano, ha comunicato agli organi competenti l'avvio della procedura di licenziamento collettivo per riduzione di personale di trentanove unità.
Di queste, diciannove sono operatori sanitari, ed ancora quattro infermieri professionali, cinque educatori, tre operai, due impiegati, un centralinista, un telefonista, un autista, un addetto generico e due addetti al guardaroba.
All'assemblea sindacale erano presenti il segretario nazionale dell’Usppi, Nicola Brescia, quello provinciale, Nicola Preziosa, oltre al coordinatore della Rappresentanza sindacale unitaria aziendale, Lucia Paradiso. Il sindacato ha fatto partire subito una richiesta di incontro con i vertici di Villa Dragonetti per fermare i licenziamenti, mentre i lavoratori hanno deciso di programmare una forte mobilitazione «per fermare un autentico scempio umano - denuncia Brescia -: trentanove famiglie sul lastrico, nei prossimi giorni, per le conseguenze di una situazione a dir poco incredibile, nonostante da due anni il sindacato avesse lanciato il grido di allarme sull’incapacità dell'attuale dirigenza di Villa Dragonetti di gestire tale struttura, portandola allo sfascio nonostante la sua storia importante nella realtà sociale del territorio».
Secondo la ricostruzione dell’Usppi, «fino ad un anno fa la casa accoglieva fino a 160 ospiti e dava lavoro a circa 90 dipendenti. Oggi, invece, gli ospiti si sono ridimensionati a 70 e, per 39 dipendenti, non c'è più posto».
Il sindacato chiede le dimissioni dell'attuale dirigenza, ritenendola «colpevole di incapacità gestionale», ed annuncia anche «un presidio permanente dinanzi alla congregazione, invitando allo stesso tempo l'assessore regionale alle Politiche della salute ad inviare a Trani il nucleo ispettivo, per verificare le responsabilità di chi abbia determinato tale situazione di sfascio a Villa Dragonetti».
