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AGGIORNATO. Addio a Giuseppe Scandamarro, penultimo superstite dei fatti del 18 settembre '43 a Trani. Oggi le esequie

Nico Aurora – Trani - «Avevo sentito parlare del fatto che avevano ucciso dei soldati tedeschi. I tedeschi andavano a Barletta a comprare le birre, ma il giorno prima i soldati inglesi, o canadesi, non si sa, sulla strada per Barletta, spararono ai tedeschi alle spalle. Noi non avevamo nulla a che fare con quella vicenda, ma i tedeschi furono convinti del fatto che fossero stati gli italiani a sparare, ed allora dovevamo pagare noi».

Questa è una parte della testimonianza di Giuseppe Scandamarro, il penultimo dei superstiti ancora viventi della mancata rappresaglia nazista, in piazza della Repubblica, del 18 settembre 1943. Scandamarro è venuto a mancare ieri, all’età di 88 anni.

La regola vigente durante al seconda mondiale appariva inderogabile: per ogni soldato tedesco morto, dovevano morire dieci italiani, da portare in piazza per la fucilazione.

Scandamarro, in piazza, si era recato con il papà due fratelli, ma lui era il maggiore e, così, i minori furono rilasciati, mentre lui ed il padre arrestati: «Non c'era nessuno – raccontava -: solo i tedeschi. Più tardi vennero i parenti di noi prigionieri. Io ho sempre ricordato nitidamente quei momenti: avevo paura di essere fucilato».

La fucilazione, tuttavia, non avvenne. I cinquanta ostaggi tranesi furono liberati dal tenente tedesco Friedrich Kurz, indotto a miti consigli da Mons. Petronelli, dal podestà Pappolla, dalle vittime designate che imploravano pietà, forse anche da un moto di coscienza.

Nel 2005 si tende una cerimonia, sul luogo del mancato eccidio, in cui furono presenti, oltre il sindaco dell’epoca, Pinuccio Tarantini, anche un soldato superstite Heino Niehaus, grazie al cui racconto Francesco Pagano, appassionato di storia tranese, apprese il nome dell’ufficiale tedesco che evitò la carneficina: fino ad allora, quel nome, erroneamente, fu fatto passare come Willy Wagner, associandolo ad altra persona.

A quella cerimonia c'erano anche gli allora tre superstiti di quella mancata rappresaglia:  oltre Scandamarro, Ugo Moscatelli (venuto a mancare il 26 marzo scorso) e Luigi Di Filippo. Gli stessi, da lì a poco, avrebbero portato le loro testimonianze in un film documentario di produzione tedesca, «Il miracolo di Trani».

La messa esequiale si officerà oggi, alle 16, presso la chiesa parrocchiale di Santa Maria del Pozzo. 


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