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Il circolo Pertini rilancia la questione: «Arriva la commemorazione dei defunti, ma al cimitero di Trani davvero non si muove nulla»

Richiamando Ugo Foscolo e la sua  “..all’ombra dei cipressi”, l'associazione “Il Presidente Sandro Pertini" vuole aprire uno squarcio sul silenzio che avvolge  il drammatico problema del camposanto di Trani che da anni è sotto gli occhi di tutti, e cioè la mancata risoluzione di spazi, l'esaurimento delle disponibilità e del connesso sovraffollamento, la conseguente necessità di ampliamento dell'area del cimitero e della realizzazione di strutture pubbliche, per evitare tristi e meschine forme speculative di vendita dei loculi.

 “Eppure il nostro civico cimitero – dice Alessia Antonucci - è una città nella città con la sua zona storica e monumentale, con i porticati,  strutture di proprietà comunale, gli uffici pubblici, i viali, il verde pubblico e gli slarghi comuni e quindi avrebbe bisogno di soluzioni tempestive stante  che l’inadeguatezza palese ha trasformato la mancanza di loculi da problema tecnico a problema etico. Noi non vogliamo entrare nel merito delle altalenanti scelte amministrative che si sono susseguite nel tempo  ma è opportuno effettuare una opportuna valutazione del tempo inutilmente trascorso e delle iniziative amministrative sinora poco fattive e non risolutrici”.

 Agli inizi degli anni '90 l'amministrazione comunale di centrosinistra dell'epoca “attivò – spiega Nicola Cuccovillo -  il procedimento di sdemanializzazione dell'area posta fra il mare e la recinzione posteriore del Cimitero nonché predispose il Piano Regolatore del cimitero. Successivamente il Piano venne approvato in consiglio comunale, fu acquisito il possesso dell'area sdemanializzata ed infine venne anche approvata una variante del Piano Regolatore Cimiteriale per la realizzazione di un porticato a ridosso della recinzione lungo via Barletta, alla sinistra dell'ingresso principale, che non venne mai finanziato”. Per questo si decise di accedere alla possibilità di consentire la realizzazione delle strutture pubbliche sull'area sdemanializzata mediante l'ausilio dei privati, consentendo conseguentemente la loro gestione nonché  la vendita dei loculi ad un prezzo convenzionato.

 “In sostanza – aggiunge Luigi Cascone - venne attivata la procedura di partenariato  pubblico-privato mediante l'istituto del project financing come del resto è avvenuto in molti altri comuni italiani e la relativa gara pubblica portò alla individuazione ed alla aggiudicazione provvisoria dell'appalto, il quale secondo la norma assume il ruolo di promotore. Come avviene in questo tipo di gare il promotore ha presentato a suo tempo sia il proprio progetto per la realizzazione delle strutture pubbliche e sia un proprio piano finanziario, comprensivo della gestione dell'intero Cimitero, che ha condotto alla definizione del prezzo di vendita dei loculi”.

 Considerato che l’iter è stato espletato  noi dell’associazione “Il Presidente Sandro Pertini” “riteniamo non solo lecito ma anche doveroso – dice Luca Scagliarini -  domandarsi come mai non si sia mossa neanche una foglia e tutto è rimasto appeso come tante altre opere in Trani? Eppure  siamo a conoscenza che le modifiche richieste e sottoposte anche alla Verifica di Assoggettibilità (Vas) sono state recepite dal promotore e quindi non dovrebbero sussistere ostacoli per approvare definitivamente la proposta progettuale e stipulare la convenzione per iniziare finalmente  i lavori. Purtroppo la sensazione  è che la soluzione del problema non sia vicino perché ci sarebbe qualche macigno politico a bloccare il tutto”.

 Infatti a parte le notizie ufficiose di corridoio pur essendo trascorso tanto tempo “non si conosce ufficialmente quasi niente sull'argomento, come se non fosse un argomento di interesse della pubblica opinione; se i presupposti economici del piano finanziario a suo tempo presentato siano ancora validi, se il promotore abbia effettivamente recepito le  prescrizioni della Vas e, sopratutto, non sappiamo quale sia la reale volontà della amministrazione comunale. Questo silenzio e questa inattività sono incomprensibili, denotano poca trasparenza e suscitano illazioni di vario genere compreso quella che sia in atto una guerriglia fra chi ritiene che l’approvazione spetti alla Giunta comunale e chi invece ritiene che sia di competenza del consiglio”.

 “A noi componenti di questa associazione – chiude Antonio Alpina - pare di essere in presenza della versione tranese della storia dell'asino di Buridano che nell'incertezza morì di fame . E  addirittura questa sarebbe la versione buona perché a sentire qualche ben informato, i consiglieri comunali non avrebbero raggiunto la quadra delle garanzie e quindi non sarebbero pronti. Si deve avere il coraggio di scegliere se continuare nel procedimento oppure interromperlo, ove ci siano giustificate motivazioni, perché la gravità e drammaticità della situazione non consentono ulteriori indugi, anche per evitare contenziosi con il promotore, la cui proposta comprensiva del piano finanziario potrebbe essere non più congrua ed attuabile alla luce del notevole lasso di tempo fatto trascorrere. Un po’ di rispetto non solo per le richieste di noi vivi ma anche delle volontà di coloro che preferivano avere una sepoltura in un loculo”.


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