Al pronto soccorso di Trani soltanto lo 0,5 per cento dei casi affrontati sono da codice rosso. Le altre prestazioni sono classificate come «poco urgenti». Tutto questo fa sì che il presidio delle urgenze dell'ospedale San Nicola Pellegrino sia fra gli ultimi cinque in Puglia, insieme con Canosa, San Pietro Vernotico, Mesagne e Lucera.
La conseguenza è che, quello di Trani, sarà declassificato da pronto soccorso a punto di primo intervento territoriale: in altre parole, una postazione medica del 118.
È l'inevitabile conseguenza, a quanto pare, di una sanità che ha cambiato parametri ed obiettivi e di un ospedale che, ormai, non c'è più. E non avrebbe senso, quindi, mantenere in piedi un pronto soccorso vero e proprio a sostegno di reparti pressoché inesistenti, se si eccettua la Rianimazione.
Eppure, paradossalmente, i lavori per la ristrutturazione del pronto soccorso proseguono, sebbene con tempi molto lunghi, e questo alimenta le polemiche sulle contraddizioni infinite della sanità in Puglia e, soprattutto, nel nostro territorio. Nella Bat, per la cronaca, solo Andria e Barletta vengono classificati come pronti soccorso di primo livello.
Resta, poi, il problema della scarsa appropriatezza delle prestazioni richieste dei cittadini: tre accessi su quattro al pronto soccorso riguardano codici bianchi (nessuna criticità) o verdi (poco critici, nessun rischio di vita), problematiche che, sempre secondo i nuovi parametri, andrebbero tutte trattate in ambulatorio o attraverso il medico di famiglia.
(fonte, La Gazzetta del mezzogiorno)
