Oggi non ci sarà alcun corteo, né fiaccolate, né palloncini nel cielo, né cartelli da mostrare, né filmati da proiettare. Oggi è il giorno del silenzio e del cordoglio: l'unico momento collettivo previsto è la messa di suffragio, alle 18.30, presso la chiesa di Santa Chiara, a pochi passi da quella che fu casa sua. In piazza Vittime dell’11 settembre, invece, forse qualcuno, alla spicciolata, andrà a lasciare un fiore.
Quello è il luogo in cui, un anno fa, fu ucciso Otello Bagli. La sera del 29 ottobre 2013 resterà impressa come quella di un omicidio ancora senza un movente e, soprattutto, senza un colpevole. Oggi, emerge persino un beffardo retroscena: Bagli, scherzando, la sera prima del suo omicidio, aveva detto a sua nipote, Carmela Fiore. «Ci compriamo il giubbotto antiproiettile?».
L'inchiesta non ha consentito di indagare alcuno, mentre invece la famiglia continua a chiedere giustizia e, soprattutto, a proclamare la totale estraneità di Otello Bagli a qualsiasi ipotesi: «Era lì per sbaglio e fu ucciso per sbaglio».
Noi, per ricordare la vittima, diffondiamo oggi il video mostrato un mese fa, al termine del corteo da piazza della Repubblica a via pedaggio Santa Chiara, nella piazzetta adiacente la casa della vittima, in un silenzio surreale. Al termine, Carmela si rivolse ai presenti ringraziandoli ed invocando collaborazione: «Chi sa parli».
Per la cronaca, quell’appello è sempre valido.


