Si è tenuto presso il centro psico-pedagogico Su Le Mani-Che, in via delle Crociate n.20, nato poco più di un anno fa, formato dal presidente, mediatrice culturale, dottoressa Federica Cuna, il dottor Giuseppe Scandamarro, neuropsicologo, la dottoressa Francesca Sorge educatrice, pedagogista e la logopedista Tania Carbonara, in occasione del programma regionale “Ottobre, mese del benessere psicologico” il work shop gratuito per genitori e docenti ha affrontato il tema della “Genitorialità: la coppia di fronte al problema” avvalendosi per l’occasione della presenza della dott.ssa Eleonora Russo, psicologa e psicoterapeuta.
Tutti i presenti hanno avuto modo di confrontare la propria idea di famiglia odierna nell’attuale contesto storico, da sempre sinonimo di protezione e rifugio per i figli, luogo dove avviene l’accomodamento della cultura esterna, la diversificazione della stessa rispetto al passato e ancora l’importanza dell’individualità dei vari soggetti che la compongono nei vari sottoinsiemi che rappresenta, genitori a loro volta figli, fratelli ecc.
L’importanza di avere sempre all’interno della famiglia dei ruoli precisi in modo da non creare delle alleanze “disfunzionali” o “disturbate” tali da destabilizzare i bambini. Quindi l’importanza di regole, di confini chiari che comunque non inibiscano il confronto con l’esterno, lo sviluppo di tutte le peculiarità intrinseche in ogni individuo.
Si è discusso sulla definizione di famiglia “sana” se questa riesce ad affrontare bene il cambiamento, se ogni membro della famiglia riesce ad evolversi davanti ad un evento critico normativo, cioè un evento prevedibile e fisiologico come può essere la nascita di un bambino, il periodo adolescenziale e sia davanti ad un evento critico paranormativo, cioè imprevedibile come può essere una malattia, una separazione o anche un evento positivo come una la vincita di una somma di denaro che comunque va a destabilizzare la famiglia.
Va da sé che solo quando la coppia riesce a riorganizzarsi sfruttando al meglio le proprie potenzialità riesce a favorire lo sviluppo dei bambini. Di sicuro quando capita una scoperta diagnostica su un bambino, magari un figlio lascia tutti inevitabilmente impreparati, emozioni quali negazione, ricerca della causa, recriminazione, sensi di colpa, rabbia, lutto interiore e la paura per l’avvenire prendono il sopravvento soffocando la necessità di trovare invece una soluzione. Nessuno mai sarà in grado di indicare in queste circostanze la strada giusta, ogni realtà ha le proprie caratteristiche sulle quali far leva per cercare di creare per il bambino il giusto contesto dove poter sopperire a quelle che saranno, di volta in volta le difficoltà, avvalendosi anche di figure esterne, a seconda delle circostanze, che aiutino il bambino, nel contesto familiare.
Un incontro che, nella quotidiana frenesia, ha dato modo ai presenti di soffermarsi a pensare sull’importanza dei nostri atteggiamenti come riflesso dei comportamenti dei bambini, fascia indifesa e futuro di domani.
R.S.

