I recenti lavori di nuova ristrutturazione del cordame e, più in generale, della chiocciola della villa comunale hanno consentito di ripristino delle condizioni di sicurezza, ma non di eliminare problemi relativi, probabilmente, ad un uso improprio di quel luogo ed una vigilanza che non può concentrarsi solo in quella zona. Un cittadino, portando i suoi figli a fare una passeggiata lungo quel breve camminamento, si è così imbattuto in un preservativo usato e sporco di sangue.
Le domande sorgono spontanee: è davvero possibile che, approfittando dell’oscurità e del fatto di non sentirsi osservati, si giunga a consumare un ipotetico rapporto sessuale in quel luogo? Ammesso e non concesso che ciò sia avvenuto, può sfuggire tale imbarazzante rifiuto a chi ha il compito di pulire la villa comunale? Possiamo escludere, almeno, ulteriori rischi per i cittadini e, segnatamente, i bambini che dovessero venire in contatto con questi ed altri oggetti a dir poco non sicuri?
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