La vertenza per il salvataggio di trentanove posti di lavoro s’inasprisce, la protesta monta e, adesso è ufficiale, parte un presidio permanente dinanzi alla sede della congregazione religiosa proprietaria di Villa Dragonetti. Infatti, secondo quanto riferisce il sindacato Usppi, attraverso il segretario generale, Nicola Brescia, l’esito dell’incontro di ieri in Regione è andato in direzione contraria rispetto alle attese dei lavoratori.
Al tavolo, l’assessore regionale alle politiche della salute, Donato Pentassuglia, la madre generale della congregazione, Suor Serafina Avigliano, il direttore generale dell’Asl Bt, Giovanni Gorgoni, rappresentati del Comune di Trani e delle organizzazioni sindacali. Ebbene, «la congregazione ha dichiarato che non intende revocare i provvedimenti di licenziamento – riferisce l’Usppi -, bensì ripescare quindici lavoratori qualora la giunta regionale approvi, nelle prossime ore, un modulo di trenta posti di letto».
Dunque, come già paventato ripetutamente nei giorni scorsi, almeno ventiquattro famiglie resterebbero senza speranze, ma domani, mercoledì 5 novembre, è previsto un nuovo incontro in cui l’Usppi chiederà di attivare provvedimenti alternativi ai licenziamenti, dal contratto di solidarietà alla cassa integrazione in deroga. «In caso contrario – annuncia Brescia - non ci piegheremo al volere della congregazione e procederemo con azioni di protesta eclatanti».
