Chiedono un consiglio comunale monotematico per discutere del caso della discarica, ma vorrebbero anche conoscere, nel frattempo, chi abbia chiesto l’intervento delle forze dell'ordine, domenica scorsa, presso il gazebo in piazza della Repubblica che vedeva attivisti del Comitato rifiuti zero continuare a chiedere, come da diverse settimane sta venendo, le dimissioni del sindaco, Luigi Riserbato.
La petizione, però, era iniziata chiedendo anche quelle dell'amministratore unico Antonello Ruggiero, ciascuno per le proprie, presunte responsabilità sul caso della sospensione dell'attività della discarica e del presunto inquinamento della falda dovuto alla perdita di percolato in uno dei pozzi di recupero.
Come è noto, Ruggiero ha rassegnato le dimissioni dall'incarico lo scorso 20 ottobre, ma in piazza della Repubblica uno striscione continua a chiedere, congiuntamente, le dimissioni del sindaco e sue. Per questo l’ex amministratore unico ha chiesto alla Polizia locale di fotografare lo stato dei luoghi, in quanto, avendo rimesso il mandato, come chiesto, ed essendo tornato un comune cittadino, sarebbe stato inopportunamente esposto, fuori tempo massimo, al giudizio dell’opinione diritto ed avendo rimesso chiamato a suo dire ingiustamente in causa ed esposto alla pubblica. In altre parole, la rivendicazione di una sorta di diritto all’oblio.
Il comitato, da canto suo, in un documento molto duro, parla di «tentativo di intimidazione». I portavoce, Anna Rossi e Teresa De Vito, contestano «chi non gradisce l’espressione democratica e pacifica di un dissenso ampiamente legittimato da una situazione, ormai certificata, di piena emergenza ambientale. Alla luce di tutto questo, ci appare ancora più grave il tentativo di tacitare la risposta dei cittadini, chiedendo alle forze dell'ordine di intervenire. Le quali, poi, hanno constatato che, con regolare autorizzazione, erano settimane che raccoglievamo le firme per chiedere le dimissioni di chi ha la responsabilità quanto meno politica dell’accaduto».
