Come si scorge del bilancio di previsione 2014, il Comune di Trani spende circa 3 milioni l'anno per gli Uffici giudiziari, «ma il rimborso dallo Stato - fa sapere il sindaco, Luigi Riserbato - è nella misura del 30 per cento». Di quella somma, pertanto, nelle casse comunali rientrano solo 900 mila euro, mentre il resto è una spesa che il Comune sottrae ad altre importanti necessità della pubblica amministrazione.
Paradossalmente, i 2 milioni che non tornano, sarebbero il fabbisogno utile al completamento di Palazzo Carcano, l’edificio di piazza Re Manfredi la cui piena disponibilità, probabilmente, risolverebbe molti dei persistenti problemi di carenza di spazi di cui il Tribunale soffre.
Certo, bisogna sempre tenere conto del fatto che città capoluogo della circoscrizione giudiziaria del Tribunale è motivo di prestigio e muove un’economia, ad esso collegata, particolarmente importante. Tale tendenza, peraltro, s’è accresciuta e continuerà a rafforzarsi con i progressivi accorpamenti a Trani delle sedi decentrate.
Tuttavia proprio in considerazione del fatto che il governo taglierà ulteriori fondi, fra quelli che trasmette agli enti locali, la notizia secondo la quale la gestione dei tribunali sarà sostenuta direttamente dal competente ministero, a partire dal 1mo settembre 2015, rappresenta per i sindaci, ed a maggior ragione per quello di Trani, un’autentica manna dal cielo.
In questo modo, peraltro, dovrebbero anche terminare una serie di problemi legati al contenzioso. Che, poi, non è quello che si pratica normalmente nelle aule di giustizia di proprietà del Comune di Trani, ma le cause che i fornitori di prestazioni, per conto dello stesso, hanno intrapreso contro l'ente per farsi pagare lavori realizzati e per i quali è mancata la copertura economica.
Infatti, soltanto nell'ultimo consiglio comunale, fra i quasi trenta provvedimenti di riconoscimento di debiti fuori bilancio, una decina hanno riguardato lavori eseguiti presso gli Uffici giudiziari, per una spesa complessiva, già pagata attraverso la tesoreria comunale, di 62mila euro che, ovviamente non sarà più rimborsata e ricadrà pesantemente sulle tasche dei cittadini.
Nel frattempo, sono circa 300 i milioni quelli che, complessivamente i sindaci risparmieranno con l'avvento della nuova gestione dei tribunali a carico direttamente dal Ministero. E, come dicevamo, compenseranno in qualche modo i sacrifici che il governo continuerà a chiedere ai Comuni sotto forma di tagli.

