Quando, in quello stesso luogo, si era parlato del mare di Trani, il pubblico era stato nettamente minore. Invece, per il dibattito su omosessualità ed omofobia, non c'era più spazio per alcuno. In altre parole, un successo di presenze, nell'attesa di verificare se sarà lo stesso anche dal punto di vista del reciproco rispetto, nonché sul fronte istituzionale.
Il dibattito, tenutosi presso il circolo Hastarci di Trani, sul tema della omosessualità ed omofobia, è stato fortemente voluto dalle associazioni che difendono i diritti dei gay dopo le dichiarazioni del consigliere di maggioranza, Francesco De Noia, rilasciate su Facebook a commento di un post altrui. Le parole dell’esponente della maggioranza avevano destato un moto di rabbia da parte della comunità omosessuale della provincia di Barletta-Andria-Trani. De Noia, peraltro, ha avuto il merito di non sottrarsi al confronto, pur confermando la propria posizione e rafforzando la presa di distanze dalle tematiche affrontate.
Per il Comune di Trani era presente l'assessore alla pubblica istruzione, Paola Mauro, giacché il sindaco, Gigi Riserbato si sarebbe presentato all'incontro completamente afono, a causa delle non brillanti condizioni di salute.
Presente, anche una serie di rappresentanti di Sinistra ecologia e libertà, il cui capogruppo consiliare a Trani, Mimmo Santorsola, si appresta a presentare in consiglio comunale la proposta di deliberazione del partito per il riconoscimento delle unioni di coppie gay nel registro civile.
Per Peppo Ruggieri, referente provinciale di Uaar Bat, «è necessario ripristinare il senso di laicità, andando oltre l'episodio delle dichiarazioni del consigliere su Facebook. La nostra richiesta, oltre un dietro front del consigliere De Noia, è di vigilare sempre perché la laicità va a vantaggio di tutti».
«Non siamo certamente per il pensiero unico, anzi è bello ed è giusto che ci siano varie opinioni e punti di vista – dice Vincenzo Gallo, presidente provinciale di Arcigay -, ma le posizioni devono essere esposte nei modi e maniere congrue, soprattutto da chi riveste cariche istituzionali. Quando si scrivono o si rilasciano determinate affermazioni, dall'altra parte ci possono essere persone che, leggendole, si sentono ferite doppiamente perché non sono le opinioni di un qualsiasi cittadino, ed il peso di quelle parole è fortissimo».
«Il mio pensiero espresso su Facebook – ha replicato De Noia - era riferito alla celebrazione di matrimoni gay a Roma da parte del sindaco Marino. La terminologia utilizzata su Facebook è spesso il frutto di una sintesi che si vuole fare del proprio pensiero, poi ciascuno la interpreta come meglio crede. La mia non voleva essere assolutamente un’offesa nei confronti di alcuno: mi riferivo a situazioni che non vanno bene per la morale ed il buon costume. A mio avviso, non c'è bisogno di ostentare pubblicamente le proprie tendenze sessuali. Di certo, sono contrario al riconoscimento giuridico delle unioni fra persone dello stesso sesso, perché, in questo modo, apriremmo comunque la strada anche il riconoscimento di famiglie formate, magari, da tre donne o quattro uomini che vorrebbero addirittura adottare un bambino: su questo sono assolutamente categorico, fermo restando l'assoluto rispetto per gli orientamenti sessuali di ognuno di noi che, peraltro, vanno esercitati nella propria camera da letto, nella quale nessuno di noi si può permettere di giudicare quello che è giusto e quello che è sbagliato».
L’amministrazione comunale, dal canto suo, assicura «massima apertura sui temi trattati – dice l’assessore Mauro -, e siamo disponibili anche ad aprire un tavolo tecnico in merito, discutendo eventuali proposte formali».

