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AGGIORNATO. Riduzione Tari, nel consiglio comunale di giovedì prossimo si chiederà di restituire un milione ai cittadini

«Incaricare il dirigente, di concerto con l’Amiu, di valutare un nuovo Piano economico e finanziario che tenga conto del minor costo, conseguente alla mancata attivazione di alcuni servizi, per modificare la quantificazione della Tari e la determinazione delle relative tariffe, ponendo a base di calcolo la spesa che, effettivamente, sarà sostenuta per l'anno 2014».

Questa la richiesta formale che il consiglio comunale dovrà discutere e, eventualmente, approvare in una seduta monotematica la cui data, in queste ore, la conferenza dei capigruppo sta ufficialmente fissando.

I proponenti ufficiali del provvedimento sono sette, con Francesco Altamura primo firmatario ed estensore della delibera. Tuttavia, la richiesta di convocare la riunione portava la firma di sedici consiglieri, due dei quali di maggioranza, Francesco De Noia e Stefano Di Modugno, in evidente frizione con la stessa.

Considerando che la richiesta era condivisa, ma non firmata da Fabrizio Ferrante, in quanto lo stesso è presidente del consiglio e non avrebbe potuto risultare proponente e destinatario allo stesso tempo, ci si trova di fronte ad un dato politico non di poco conto: per la prima volta, la maggioranza sarebbe sotto.

La questione Tari, da tempo, tiene banco in città: le tre rate del nuovo tributo sullo smaltimento dei rifiuti, la prima delle quali pagata ad agosto, appena al rientro dalle ferie, non è stata per nulla digerita dai cittadini. Tanto è vero che la Cna, per motivi analoghi a quelli esposti in delibera, ha già raccolto quasi duemila firme per rappresentare l’estensione del disagio che i contribuenti avvertono.

Le modifiche apportate, però, nel corso del consiglio comunale dello scorso 8 ottobre, sono state minime e così, nel frattempo, la minoranza ha affilato le armi e predisposto una proposta formale: «Riquantificazione delle tariffe Tari per l'anno 2014, in linea con la spesa relativa al servizio rifiuti».

Tutto nasce dalla seduta di approvazione del bilancio, del 31 luglio, che «ha approvato la tariffa per l'applicazione della Tari – scrive Altamura - partendo da una quantificazione del servizio basata su di un piano economico e finanziario mai approvato dal consiglio comunale, in difformità rispetto alla normativa che impone una preventiva approvazione dello stesso».

Peraltro, oltre i tempi, c’è il problema centrale delle cifre. Il gettito della Tari, nel bilancio di previsione 2014, ammonta a 7.331.378,52 euro, «poiché determinato – si legge nella proposta di delibera - sulla base di un’errata previsione del costo del servizio rifiuti: 6.517.486,04 euro, anziché 5.437.413,34 euro, quindi con una sovrastima pari di 1.080.072,70 euro».

L’obiettivo della minoranza «allargata», pertanto, è restituire un milione ai cittadini sotto forma di ridimensionamento della Tari, anche per evitare sia «numerosi contenziosi tributari scaturenti dagli errori procedurali commessi in fase di definizione delle tariffe e previsione di entrata, con elevati rischi di danno per le casse comunali», sia «possibili ricorsi al Tribunale amministrativo regionale per l'annullamento della deliberazione di quantificazione della Tari e definizione delle tariffe, con effetti anche sulle successive deliberazioni di bilancio». 


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