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Edilizia giudiziaria, nuovi problemi. I Verdi: «Un patto per cambiare la strategia delle spese a Trani»

La presenza nella nostra città dei Palazzi Giudiziari, con quello che ne consegue in termini di visibilità e prestigio, è uno dei tanti regali che le illuminate e capaci menti delle generazioni passate hanno lasciato in eredità alla nostra città.

Tuttavia, come per tante altre istituzioni che nel corso degli ultimi anni hanno o abbandonato la nostra città o hanno visto un drastico ridimensionamento (ultimo esempio è l’Ospedale), sembra che si stia facendo di tutto, consapevolmente o inconsapevolmente, per incapacità o per semplice negligenza, per perdere anche questa importante eredità del magnifico passato di Trani.

Sembra infatti che nel corso della Commissione di Manutenzione tenutasi Venerdì 7 novembre, il Comune di Trani, rappresentato dai volenterosi tecnici dell’U.T.C., non abbia fatto una grande figura poiché incapace, dopo mesi di inerzia, di parole, di promesse al vento, di garantire la funzionalità degli Uffici Giudiziari.

Ebbene nonostante i milioni di euro che in questi anni sono stati spesi per pagare i canoni di locazione ai fortunati privati per il fitto di alcuni immobili (Palazzo Nigretti, per tutti) l’edilizia giudiziaria a Trani resta un problema serio che può condurre, vista l’agguerrita concorrenza delle città vicine, ad amare sorprese.

Eppure di soldi a Trani se ne spendono per le chiacchiere, per i Tif, per le Estati Tranesi, per i Fuochi d’artificio con la musica, per le Feste Patronali milionarie, per le fontane, per le anfore etc, quanti di quei soldi avrebbero permesso di pagare mutui per terminare definitivamente Palazzo Carcano o per ripristinare Palazzo Gadaleta in Piazza Trieste mezzo vuoto per motivi di sicurezza?.

Quanti di quei soldi avrebbero permesso di sistemare il parcheggio della Stazione Ferroviaria?

Quanti di quei soldi avrebbero permesso di acquistare all’asta l’area dell’ex Distilleria Angelini da destinare ad ampliare la già esistente e naturale “Cittadella Giudiziaria”?
Quanti di quei soldi avrebbero permesso di avere la disponibilità dell’ex Convento di Piazza Gradenigo?

La stessa cosa dicasi per l’edilizia scolastica: è mai possibile che a Trani possano esistere edifici scolastici sovraffollati ed invece edifici scolastici mezzi vuoti? È possibile che si parli ancora di “doppi turni”?

È possibile che di questi tempi bisogna ancora pagare fior fiore di quattrini ai privati per il fitto delle aule quando con un’opera di riorganizzazione si sistemerebbe per sempre il problema dell’edilizia scolastica a Trani?

Ma per fare questo bisogna sapere programmare ed essere in grado di amministrare la “Cosa Pubblica””.

Se invece a Trani ci si autocelebra perché la mensa è partita con “soli” due mesi di ritardo piuttosto che chiedere scusa o si annunciano risparmi di poche migliaia di euro per i rinnovi dei contratti di locazione con i privati, quando se ne spendono centinaia di migliaia e la città e piena di immobili desolatamente vuoti, evidentemente ci meritiamo quello che abbiamo salvo lamentarci delle “Bastotasse” TARI e TASI!

Occorre un patto con i cittadini per la città: cinque o dieci anni senza feste e fuochi pirotecnici musicali, senza Elton John, senza Estati Tranesi milionarie ma accessi al mare per sempre, scuole adatte per sempre, uffici giudiziari per sempre: QUALITA’ DELLA VITA PER SEMPRE!

Michele di Gregorio - Francesco Laurora - Verdi Trani


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