Negli scorsi giorni abbiamo espresso la nostra solidarietà nei confronti degli anziani iscritti al Centro ricreativo di Villa Guastamacchia - struttura che insiste nel quartiere Stadio della nostra città - e ci siamo associati a tutte le richieste da questi rivolte al Sindaco ed all’Assessore ai Servizi Sociali.
Riteniamo utile, tuttavia, fare alcune valutazioni in merito alla più rilevante tra le questioni elencate dagli anziani nella missiva di cui sopra: la chiusura del Centro per lavori di ristrutturazione. A tal proposito, ci chiediamo perché non sia stato concesso, così come espressamente richiesto dagli stessi utenti del Centro, un incontro con l’assessore competente e con il Sindaco, alla presenza del nostro Comitato, per reperire le giuste soluzioni al problema.
Inoltre, come mai non è pervenuta alcuna risposta ufficiale alle domande fatte dai promotori di tale iniziativa? Riteniamo che tale atteggiamento sia assolutamente irrispettoso nei confronti degli anziani che, in fondo, non avevano “chiesto la luna“ ma solo di poter sapere con congruo anticipo cosa ne sarebbe stato di loro, alla luce della paventata chiusura al pubblico della struttura.
Vorremmo anche sapere da quanto tempo siano stati programmati i lavori di ristrutturazione in questione e per quale ragione fino a pochi giorni fa - ovvero prima che gli anziani “alzassero la voce”, coinvolgendo anche i mass media - non era stata ancora comunicata né la data di inizio né il nome della struttura alternativa alla Guastamacchia, fruibile dal giorno di chiusura di quest’ultima e per tutto il periodo di durata dei lavori di ristrutturazione.
Su quest’ultimo punto intendiamo soffermare l’attenzione, in quanto abbiamo appreso ieri che tale scelta sia ricaduta su strutture che reputiamo assolutamente inidonee a tale utilizzo. La Scuola Giustina Rocca, infatti, è allocata in una zona della città troppo distante da raggiungere per persone molto anziane e, in molti casi, con gravi difficoltà di deambulazione (per quanto ovvio, vogliamo evidenziare che molti degli attuali frequentatori del Centro Guastamacchia sono residenti nel quartiere Stadio).
L’altra struttura “indicata” dall’Assessorato competente è la tendostruttura della Parrocchia di San Magno. E in questo caso, non sappiamo se ridere o piangere…
Ancora una volta, dobbiamo sottolineare la grande generosità e disponibilità del Parroco, don Dino Cimadomo, che per puro spirito di carità cristiana ha voluto offrire ospitalità agli anziani, pur di non lasciarli per strada in pieno inverno. Tuttavia, la scelta della tendostruttura di via Di Vittorio è davvero imbarazzante ed evidenzia quanto sia stata fatta in grande fretta e, presumibilmente, senza nemmeno preoccuparsi di visitare il luogo. Se qualcuno, infatti, vi avesse fatto un rapido sopralluogo, proprio in questi giorni di maltempo, si sarebbe accorto di tutte le problematiche che in essa insistono: mancanza di bagno; umidità; presenza di fori in alcune parti del tendone che, in caso di pioggia lasciano filtrare acqua all’interno struttura; la tenda viene riscaldata con stufe che, ovviamente, producono condensa. Ciò rende il pavimento scivoloso e pericolosissimo.
Ci domandiamo, dunque, di chi sia la paternità delle suddette scelte..
Per concludere, ci limitiamo a fare un’ultima, triste e seria considerazione: il vocabolo “programmazione” non è ancora presente nel dizionario di questa Amministrazione. Anche in questa circostanza, dunque, abbiamo constatato che le decisioni vengono assunte in modo frettoloso, superficiale e senza la necessaria attenzione.
Comitato di Quartiere Stadio “Alberolongo”
Il Presidente - Attilio Carbonara
