I sessant'anni della Lampara si sono celebrati con un pubblico incontro al quale, fra gli altri, ha preso parte l'assessore regionale al turismo, Silvia Godelli. Ciò sembra confermare il fatto che Trani resta al centro del progetto che la Regione ha abbracciato già da alcuni anni, prima con I dialoghi di Trani, poi con il Trani international festival.
«Riconosciamo alla Lampara il merito di avere svolto un ruolo centrale nell'intrattenimento di qualità e, dunque, ne intravediamo le potenzialità culturali, oltre che luogo di intrattenimento danzante».
Su questa falsariga il locale intende muoversi da qui in avanti, rappresentando un’alternativa qualificata a molte altre soluzioni del circondario, così da continuare a costituire un riferimento di qualità nel territorio.
Tra le altre cose, la Lampara chiude i primi sessant'anni di storia con la certezza di proseguire la missione, grazie un gruppo di giovani che, da ex dipendenti di una società ormai fallita, si sono ricostituiti in cooperativa rilevando il ramo d'azienda e continuando a versare al Comune di Trani, proprietario dell’immobile, un fitto di oltre 6.000 euro mensili che consente loro di continuare a condurre in locazione l'immobile di proprietà pubblica e, soprattutto, assicurare a più persone un lavoro che, diversamente, sarebbe terminato da tempo.
Fra gli altri presenti, ieri, il sindaco della città di Trani Luigi Riserbato, l’assessore alla cultura e al turismo di Trani Fabrizio Sotero, Claudia Attimonelli, sociosemiologa presso l’Università Aldo Moro di Bari, Nicola Pertuso, presidente regionale Silb-Confcommercio (Associazione imprenditori locali da ballo).
«La mostra delle immagini storiche della Lampara diventerà itinerante e sarà a disposizione del pubblico in tanti luoghi della città – anticipa il sindaco, Gigi Riserbato -. Di certo, è proprio il caso di dirlo con forza, sessant’anni e non li dimostra».





